528 days, 95450 km and 24 countries. Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. This is not a point of arrival but the beginning of a fairy tale that I will continue to tell around the world. After publishing VAGAMONDO i came back on the road. Photos, videos and stories of a free life dedicated to the travel.

domenica 5 febbraio 2012

05/02/2012 Sbarco in Sri Lanka e rotta verso Kandy / Landing in Sri Lanka and off to Kandy



 Nella notte sono sbarcato a Colombo, capitale dello Sri Lanka. E’ stato più difficile del previsto raggiungere la  terza nazione senza aerei. Assicurato da alcune letture di viaggio, da cui venni a conoscenza del collegamento marittimo tra Chennai (India) e la Malesia o Singapore, il 9 novembre sono entrato in India convinto che avrei raggiunto direttamente le terre orientali non potendo entrare via terra in Birmania per via del regime militare. In seguito ad alcune ricerche sono riuscito a contattare delle compagnie di mercantili che offrono il servizio di trasporto per pochi passeggeri. Tutte hanno dato risposta negativa alla mia richiesta sottolineando il divieto di imbarcarsi o di sbarcare nei porti indiani – prima sorpresa !

Forte della mia determinazione mi metto alla ricerca di un altro mezzo marittimo. Non impiego molto tempo ed ecco davanti ai miei occhi come acqua nel deserto la dolce notizia che, dopo 30 anni senza alcun servizio del genere per via della guerra civile in Sri Lanka, un nuovissimo e lussuosissimo traghetto, chiamato Scotia Prince, collega l’India da  Tuticorin (Tamil Nadu) a Colombo due volte alla settimana da pochi mesi - l’entusiasmo torna al massimo, è fatta !

Nei primi giorni di Dicembre decido di iniziare a mettermi in contatto con i funzionari della Scotia Prince per avere alcune informazioni riguardo ai documenti burocratici richiesti per la partenza. Mentre navigo su internet cercando i contatti osservo una fresca informazione aggiunta recentemente intitolata: Scotia Prince confiscata perché illegale –  ennesima delusione ! Non si comprendono chiaramente le motivazioni siccome la autorità di entrambi i paesi ne forniscono di differenti.

Non demordo a decido di informarmi piano piano mentre scendo verso sud avvicinandomi allo Sri Lanka e  chiedendo a tutte le agenzie viaggi se sono a conoscenza di qualche mezzo che fa al caso mio. Purtroppo il tempo passa e la soluzione non arriva. Ogni indiano mi dà informazioni diverse, non mi rimane che raggiungere i porti meridionali e informarmi direttamente.

In Kerala, durante l’ultima settimana di visa, raggiungo la capitale seguendo dei suggerimenti su internet. Dopo l’ennesimo stremante viaggio su un pullman pubblico rovente scopro che il porto è solo abitato da pescatori e non presenta mezzi adatti a me. Mi informo agli uffici del turismo del Kerala e del Tamil Nadu, le due regioni meridionali dell’India. Il funzionario dell’ufficio del Tamil Nadu in modo del tutto vago mi avverte che forse c’è un collegamento Chennai – Colombo e mi indica un numero di telefono da chiamare. Chiamo ma la risposta alla mia domanda è nuovamente negativa. Così decido di giocare l’ultima carta…….................…….in esclusiva sul libro ! 

Dopo una notte insonne in una stanza estremamente umida e con le minime di Colombo che si aggirano sui 25 gradi, son salito sul primo pullman che mi trasportasse dalla zona periferica in cui ho alloggiato diretto alla stazione ferroviaria di Fort al centro della moderna capitale. Ho subito notato grandi differenze con l’India dalla gestione rifiuti alla cura e l’ordine delle strade. Osservando Colombo, lo Sri Lanka sembra un paese benestante, il lungomare che si estende fino al centro è un insieme di attività commerciali da ristoranti, a grandi supermercati, a negozi e banche. Ma la vera ricchezza si nota nella zona di Fort dove dominano la scena lussuosissimi palazzi e alberghi circondati da monumenti dell’eredità coloniale.

Raggiungo la stazione, ma prima di acquistare il biglietto in direzione Kandy, decido di comprare una sim singalese. Mi riempio lo stomaco con una buona colazione a base di egg roll e vegetable rooti speziati al punto giusto ( involtini con uova e verdure). Intraprendo una piacevole conversazione con due monaci diretti anche loro a Kandy, la città sacra della nazione prevalentemente buddista. Famosa per essere stata l’unica roccaforte dell’isola a resistere per secoli all’invasione coloniale di portoghesi e olandesi. Solo gli inglesi riuscirono nel XIX secolo a conquistarla unificando il paese per la prima volta sotto il loro dominio. Kandy rappresenta un luogo di pellegrinaggio per molti monaci per via della reliquia sacra del dente di Buddha conservata nel tempio che nel 1998 fu attentato dal LTTE ( Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam). Qua si trovano i due ordini monastici più importanti dello Sri Lanka situati nei loro rispettivi monasteri.

Salgo sul treno e dieci minuti prima della partenza un sesto senso suggerisce di controllare il passaporto che sorprendentemente non c’è più – panico ! Credo che una delle situazioni peggiori per un viaggiatore sia perdere il passaporto, ecco questa è la mia unica preoccupazione ancora più di malattie o aggressioni. Come un fulmine scendo dal treno e corro come un centometrista, senza sentire i dieci chili dello zaino, nel bar della stazione senza trovare nulla. Mi ricordo di averlo utilizzato per l’acquisto della sim e come un falco raggiungo il negozio, appena entrato noto il negoziante che mi aspettava con il caro e amato passaporto in mano, l’ho abbracciato calorosamente come se mi avesse salvato la vita. Non c’è tempo per esultare, il treno è in partenza. Così mi avventuro in un ennesima e stremante corsa sudato dai 34 gradi di Colombo saltando pure il controllo biglietti appena sento il treno in movimento. Riesco a prenderlo aggrappandomi al volo ad una maniglia, trovando posto nella classe più economica in mezzo ai singalesi, mi rilasso subito godendomi l'assenza di turisti e una sensazione sempre più piacevole nel viaggio. Avete presente quella sensazione di sollievo che si prova quando si trova l'hotel e si lascia lo zaino? Io ora provo la stessa cosa appena salgo su un mezzo di trasporto. Nelle ultime notti  in India ho dormito su un pullman e su una barca, dopo alcuni mesi di continui movimenti inizio a sentire i mezzi come la mia nuova casa.

Arrivato a Kandy mi rendo conto che i prezzi per gli alloggi non sono come in India, così mi perdo per ore alla ricerca della soluzione più economica. Dopo vari tentativi andati male, raggiungo un ex tempio luogo di peregrinazione di monaci che offrono letti in stanze spartane e comuni. Il cortile è fatiscente, ma i monaci sono tranquilli e gentili così per 2 euro a notte mi sistemo provvisoriamente da loro. Per restare in tema nel pomeriggio ho visitate un centro di meditazione che offre lezioni gratuite in cui al massimo si richiede un’offerta libera, domani inizio le lezioni e se le trovo interessanti mi fermo alcuni giorni a Kandy.



My ship docked at night in Colombo, capital of Sri Lanka. It was harder than expected to reach this third country without taking a plane. Back on 9th November, I entered India after having read some reassuring information about the existence of a naval connection between Chennai (India) and Malaysia or Singapore and knowing that I could not go overland further east through Myanmar because of the military regime there. After further research, I got in contact with some tradeship companies offering their services to limited numbers of tourists. All of them told me it was not possible to get on or off these ships in any Indian port - that was the first surprise! 

Determined, I started searching for another means of transport by sea. It wasn’t long before I came across some excellent news: after thirty years without maritime services between India and Sri Lanka because of the civil war on the island, a twice-weekly connection on a luxurious new ferry, the Scotia Prince, had started operating a few months before between Tuticorin, in Tamil Nadu, and Colombo. My enthusiasm was sky-high, things seemed sorted! 

Early in December I decided to start contacting Scotia Prince staff for information on the forms necessary for departure. While surfing the net looking for contacts, I came across the fresh news that the Scotia Prince was illegal and been impounded – what a let down! The reasons for this were not clear as the authorities of the two countries gave different versions. 

But I didn’t give up. I decided to learn as much as possible while moving slowly south towards Sri Lanka by asking all the travel agencies if they knew of any means of transport that could suit me. Unfortunately, time passed by and no solution was found, every Indian giving me different information. All I could do was reach the southern ports and try for information there. 

In Kerala, in the last week before my visa ran out, I reached the capital following suggestions found on the net. After the umpteenth exhausting journey on a very hot public bus I discovered that the port was inhabited only by fishermen and there were no suitable ships for me. I next went to the tourism offices of the two regions of southern India, Kerala and Tamil Nadu. The employee in the Tamil Nadu office said vaguely that there might be a Chennai-Colombo connection and gave me a phone number to call. I did - but got only another negative answer. At that point, I decided to play my last card, which was to... you’ll find out in my book! 

After a sleepless night in a very humid room with the lowest temperatures in Colombo around 25°C, I took the first bus from the outskirts where I had stayed for the night to Fort railway station, in the centre of the modern capital. I immediately noticed big differences with India as far as rubbish management and street cleaning goes. Looking at Colombo, Sri Lanka appears a well-off country, the promenade extending to the city center has many commercial activities, from restaurants and large supermarkets to shops and banks. But the real wealth can be seen in Fort, where luxury buildings and hotels are surrounded by monuments from the colonial days. 

I reached the railway station, bought a ticket for Kandy and a Sri Lankan sim card, then had a large breakfast of egg rolls and nicely spiced vegetable rottis (spring rolls of egg and vegetables). I talked to two monks on their way to Kandy, the holy city of this mainly Buddhist country. Kandy is famous as the only stronghold to resist the Portuguese and Dutch colonial invasion for centuries, until the British managed to conquer it in the 19th century and unify the country under their dominion. Kandy is a pilgrimage destination for many monks because of the sacred relic of the tooth of Buddha contained in the Temple of the Tooth, which was attacked in 1998 by LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam) terrorists. The monasteries of the two most important monastic orders of Sri Lanka are in Kandy. 

I boarded the train. Ten minutes before departure a sixth sense suggested I checked my passport but I couldn’t find it and I panicked! I think that one of the worst things that can happen to any traveller is to lose his or her passport; this was something that worried me more than illness or assault. I jumped off the train and raced towards the station bar, without feeling the ten kilos of my backpack on my shoulders, but I couldn’t find my passport there. Suddenly I remembered taking it out in the shop that sold me the sim card, so I rushed there to find the shopkeeper waiting for me with my beloved passport. I gave him an energetic hug as if he had saved my life. But there was no time to celebrate - the train was about to leave! Back I dashed, exhausted and sweating in the 34° of Colombo and, hearing the train start off, ignored the ticket check and only just managed to grab a handle and pull myself up into a third-class carriage to finally relax. I was among Sri Lankans, no tourists in sight and, as the minutes passed, enjoyed the trip more and more. Do you know the feeling of relief when you find a hotel and drop your backpack? I now felt the same as soon as I got on a means of transport. In my last nights in India I slept on a bus and a boat and after a few months of continuous movement was starting to see these means of transport as my new home.

Once in Kandy, I realised that room prices were not the same as in India and searched for hours for the cheapest accommodation. After several unfruitful enquiries at guesthouses, I came to an ex-temple where monks offered clean basic rooms. The courtyard was in a dilapidated state but the monks were calm and kind, and for the equivalent of €2 I took a room. In the afternoon I visited a meditation centre offering free lessons (donations welcome, however) and decided to start the next day, so if the experience turned out interesting I would be spending a few days in Kandy.

1 commento:

  1. ... è stata una scelta coraggiosa la tua. Mi farà piacere accompagnarti in questo viaggio!!!

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