Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. But many new travel projects came and will come. Books, photos and videos of a free life dedicated to the knowledge of the amazing World where we are living.

lunedì 14 maggio 2018

Vagamondo: un prodigio editoriale

5 anni fa andai al Salone del libro di Torino alla ricerca di un'opportunità per pubblicare Vagamondo, il mio primo libro. Ero ancora uno scrittore timido e sconosciuto, fu difficile attirare l'attenzione di qualche casa editrice. Quelli a cui mi proponevo a mala pena mi ascoltavano e io non ho mai amato supplicare la gente. Tra le rarissime possibilità che avevo mi venivano offerte condizioni economiche umilianti o mi veniva chiesto di aggiungere fatti mai accaduti nel testo. Così che decisi di fare una scelta anticonformista seguendo il mio istinto: autoprodurre il mio libro. Ad oggi ho distribuito oltre 50.000 libri e la mia scelta si è rivelata un prodigio editoriale. Condivido la mia esperienza con tutti voi per poter ispirare altri percorsi simili. Se siete degli aspiranti scrittori, o semplicemente dei sognatori, prendetevi dieci minuti del vostro tempo per guardare questo video. Vi prometto che sarà tempo ben speso. Buona vita a tutti.


domenica 6 maggio 2018

Buongiorno Vagamondo 3.0!!

Con profonda emozione, e immensa gioia, posso gridare al mondo la nascita di una nuova amata creatura letteraria: Vagamondo 3.0, dal Capo di Buona Speranza a Capo Nord senza staccare i piedi da terra!!!
“Un’esperienza di Vita straordinaria. 36.000 chilometri da Capo di Buona Speranza (Sudafrica) fino a Capo Nord (Norvegia). I due estremi del mondo uniti in duecento intensi giorni di viaggio in cui il protagonista utilizza solo trasporti pubblici o recupera passaggi in autostop. Mozzafiato paesaggi primordiali, ancestrali tribù africane, il regno degli animali selvatici, incontri magici e una grande ospitalità. Le straordinarie bellezze dei deserti della Namibia e dell’Etiopia. L’affascinante e maestoso Antico Egitto. Un grande contatto culturale con i popoli del continente più povero e misterioso. E poi i momenti difficili, lo sconforto, il pericolo durante la traversata dell’Africa nera.
Negli oltre cento mezzi presi in più di sei mesi di viaggio, Carlo incontra solo due stranieri e quindi si trova quasi sempre l’unico bianco su mezzi sgangherati o nelle caotiche stazioni delle deliranti metropoli africane. Subisce alcune aggressioni, anche a mano armata. Si trova nel mezzo di uno storico colpo di Stato ad Harare, in Zimbabwe, dove assiste alla caduta di Mugabe dopo trentasette anni di dittatura. Viaggia con i rifugiati del Malawi, con i quali si trova a dover corrompere la polizia di frontiera. Affronta “viaggi della speranza” in autostop attraverso alcuni dei deserti più grandi al mondo, in Botswana e in Sudan. Poi il passaggio nella conflittualità del Medio Oriente e la traversata del Mediterraneo a bordo di una nave mercantile, per sbarcare infine in Italia e tirare su dritto verso la Scandinavia. Questa epica impresa si conclude nell’estremo nord del mondo, a Capo Nord, in condizioni climatiche avverse. L’ultimo capitolo di un progetto durato sette anni attraverso tutti i continenti, senza prendere aerei e percorrendo oltre 200.000 chilometri. Un’immensa ricchezza condivisa, pura Esperienza di Vita. Un profondo viaggio introspettivo dove si respira la grande evoluzione interiore che trasmette la strada.”
Libro disponibile su www.amazon.it/Vagamondo-3-0-Buona-Speranza-staccare/dp/1717071074

INFO UTILI:

- Se ti interessa conoscere meglio la mia storia dall’inizio puoi leggere il primo libro autobiografico “Vagamondo, il giro del mondo senza aerei” che riguarda i viaggi dal 2005 al 2013 ed è disponibile su www.amazon.it/Vagamondo-Giro-Mondo-Senza-Aerei/dp/1517156092
- “Vagamondo 2.0, Centro America via terra e tre anni di Esperienza” riguarda le avventure tra il 2013 e il 2017 ed è disponibile su www.amazon.it/Vagamondo-2-0-Centro-America-Esperienza/dp/1544618913
- “La Fabbrica del Viaggio, il sintetico manuale del Vagamondo”, adatto per chi è alle prime armi con il viaggio, è disponibile su www.amazon.it/gp/product/1523747218
- Puoi seguirmi anche sul profilo facebook:
https://www.facebook.com/Vagamondo.Pirata
- Su Instagram:
https://www.instagram.com/vagamondo3/
- La versione in inglese di Vagamondo è disponibile in tutti gli Amazon store. Cercare "Vagamondo, around the world without flying"

mercoledì 25 aprile 2018

La promessa mantenuta

Il tumore non devasta solo la vita della persona malata, ma lascia anche ferite indelebili dentro le persone care che hanno accompagnato chi amavano fino all’ultimo giorno. Alcuni, dopo vari anni, riescono a riprendersi, ma altri rimangono segnati e traumatizzati per il resto della loro vita. Quando ho visto mia madre morire lentamente nei suoi ultimi mesi, mi sono fatto una promessa. Non l’avrei data vinta a quella terribile malattia, ma anzi avrei reso questa dolorosissima esperienza il mio punto di forza per realizzare i miei sogni più grandi e dedicarli a lei.
Questi sono i quattro principali viaggi via terra, in cui ho percorso oltre duecentomila chilometri senza prendere aerei. Tutti percorsi negli ultimi sette anni, attraversando ben cinquantotto dei settantatré Paesi visitati nella mia vita (quindi questi nella mappa non sono tutti). Ogni tratto di quella linea per me è un intriso di spirito di sacrificio e infinita gioia. Fatica, ma intense emozioni che conservo scolpite dentro all’anima. Anche se dico di averli fatti in solitaria alla fine non ero mai solo. Avevo vicino a me un’Anima che mi proteggeva e mi sosteneva, a cui dedico tutta questa immensa esperienza di Vita. Mia madre prima di andarsene mi ha insegnato ad amare profondamente la Vita, perché è straordinario l’amore che si raggiunge per essa quando si sa che sono i nostri ultimi giorni di esistenza. Lo strazio vissuto vedendo giorno dopo giorno la malattia consumare il corpo del legame più potente avuto sulla Terra mi ha reso una persona più forte, determinata e consapevole. Mi ha spalancato gli occhi, per uscire dal buco nero in cui mi trovavo, e spinto a perseguire i miei sogni oggi senza aspettare un domani che non è scontato. Tutti noi prima o poi viviamo i nostri drammi. Quello che io voglio trasmettere a voi con la mia storia è che le tempeste della vita non sono solo delle occasioni in più per piangerci addosso, bensì delle straordinarie opportunità per evolverci e diventare consapevoli sull’immenso valore dell’esistenza.

Dal Capo di Buona Speranza a Capo Nord


36.000 km in 200 giorni con trasporti pubblici e autostop. Dal Capo di Buona Speranza (Sudafrica) a Capo Nord (Norvegia) per unire i due estremi del mondo e completare il mio giro del mondo senza aerei con un altra strepitosa avventura. La traversata dell'Africa, l'ultimo continente che mi mancava dopo Europa, Asia, Centro e Sud America. La fine di un progetto favoloso di oltre 200.000 km in 7 anni. Questa la mia ultima esperienza che condividerò presto in un nuovo libro. A maggio uscirà Vagamondo 3.0!!

martedì 13 giugno 2017

Inno alla Vita


Amo profondamente la mia vita. Amo tutto quello che mi ha reso la persona che sono oggi nel bene e nel male. Amo il mio irrequieto passato che ogni tanto torna a bussare alla porta della mia coscienza, ma che ormai è diventato un amico più che un nemico. Amo le risate con gli amici, l’abbraccio di un fratello e sapere che qualcuno a cui sono legato sta provando gioia o serenità. Amo i pochi amici che sono stati capaci di gioire assieme a me per le mie scelte radicali che mi hanno reso felice. Amo le mie nipotine. Amo il vino rosso e celebrare ogni singolo momento di vita in più o semplicemente la compagnia di qualcuno. Amo l’avvolgente silenzio della foresta del nord dove ogni preoccupazione svanisce nel nulla da cui proviene e tutto diventa così naturale. Amo l’India che mi ha spalancato la mente a 360 gradi. Amo soprattutto Varanasi. Amo il sitar e gli handpan, tutta quella musica che fa vibrare l’anima. Amo le stupende popolazioni indigene. Amo l’odore di questa stupenda fanciulla scandinava che ho incontrato e che mi sta accompagnando per un pezzo indefinito di questo straordinario percorso che è la vita.

Amo condividere la grande bellezza che i miei occhi colmi di gratitudine hanno avuto il privilegio di ammirare nei paradisiaci paesaggi di questa meravigliosa Terra. Amo la luce divina che incontro nello sguardo delle persone di cuore che in pochi secondi mi sembra di conoscere da una vita perché ritrovo me stesso. Amo le persone che scendono meno possibilmente a compromessi e che ti sbattono la verità cruda in faccia senza nascondersi tra tante inutili parole. Amo chi lotta ogni giorno per rendere nel suo piccolo questo mondo migliore di come l’ha trovato. Amo i guerrieri della luce, quelli che nella grande propaganda del terrore non si fanno ipnotizzare da chi li vuole rendere schiavi della paura e si impegnano ogni giorno per diffondere positività anche se remano controcorrente. Amo non chi non ha paura, perché in fondo è umano averla, ma chi ha deciso di affrontarla. Amo chi ha compreso che le scuole tradizionali vanno rivoluzionate. Amo chi non crede alla marea di cazzate che ci raccontano ogni giorno.

Amo sapere che quello che faccio può aiutare qualcun altro anche nel suo piccolo a sentirsi meglio. Amo ispirare radicali scelte di vita che portano verso i sogni altrui. Amo scrivere collegando il cuore alla mano come un fiume in piena e senza interesse di controllare troppo il testo lasciandolo genuino e fresco di spontaneità. Amo i miei libri e quelli degli altri che ti rapiscono per dei giorni. Amo i film che stimolano dentro di te tanta voglia di fare. Amo le storie vere e le biografie. Amo la gentilezza inaspettata, gli abbracci pieni di energia, chi non ti giudica e non si fa condizionare dal giudizio altrui. Amo le piccole comunità agricole dove si condivide tanto e ci si aiuta l’uno con l’altro al contrario delle città dove si diventa tutti più egoisti e individualisti. Amo chi balla sempre e comunque anche senza aver per forza bisogno di imbottirsi di alcol o droghe. Amo il mio bimbo interiore, giocare o scherzare. Amo le persone indipendenti che sono abituate ad arrangiarsi senza chiedere troppo agli altri. Amo le menti creative e chi sa usare le proprie mani per costruire qualcosa con poco. Amo imparare. Amo chi si adatta a tutto senza aspettative o pretese. Amo la vita e vorrei vivere a lungo, ma soprattutto amo la morte che rende la vita così speciale. Amo i vecchi cimiteri abbandonati e sommersi dalla vegetazione. Amo la gioia ma anche tutta la sofferenza che ho provato nel mio cammino perché mi ha donato una grande consapevolezza.

Amo il mondo dei sogni, i viaggi sia fisici e sia psichedelici. Amo l’evoluzione introspettiva cercando di lavorare giorno per giorno per rimuovere inutili e limitanti catene che mi ha trasmesso la società da cui provengo. Amo fottermene delle formalità e spogliarmi dalle maschere sociali per esaltare sempre la sincerità e la spontaneità. Amo la bici ma soprattutto il mio camper che è sinonimo di libertà. Amo campeggiare con un bel gruppo di amici in un festival. Amo l’Ozora che è molto di più di un festival bensì uno stile di vita. Amo il forte temporale e l’energia dei fulmini, il tatto della neve che si scioglie nelle mani, un tuffo nel mare dopo ore di sole con la pelle scura e i peli dorati. Amo l’energia delle cascate impetuose, dei torrenti e dell’oceano. Amo la luna piena, le stelle, l’aurora boreale, il sole di mezzanotte, le albe e i tramonti, le giornate di sole con il risveglio primaverile, i colori dell’autunno ma anche le giornate grigie che rimettono in discussione le tue certezze alimentando nuovi dubbi. Amo le montagne, la foresta, i fiori e i frutti di bosco.

Amo piangere commuovendomi per emozioni forti sia belle che brutte ma soprattutto reagire alle avversità. Amo stringere i denti ed essere una testa più dura della durezza della vita. Amo sfogare la tensione o lo stress correndo nella natura, le endorfine che rilascia l’attività sportiva e sentire il mio corpo in forma. Amo esprimere sul mio corpo la storia della mia vita attraverso infiniti tatuaggi. Amo il sudore di un’intensa attività di yoga. Amo l’orgasmo quando il sesso non è solo un atto fisico ma qualcosa di più spirituale perché se no dopo mi lascia solo un grande vuoto. Amo l’aglio e il peperoncino, ma soprattutto mangiare prodotti biologici coltivati dalla propria terra. Amo i bambini del mondo con cui riesco a comunicare facilmente nei miei viaggi al contrario degli adulti troppo persi nelle loro distrazioni. Amo gli animali selvaggi, ma anche i cani e i gatti che ti fanno le feste. Amo con profonda gratitudine aver avuto l’opportunità di vivere. Amo l’amore che scalda il cuore di tutti noi e non per forza quello di un partner, ma quello vero e puro che trasmettono le persone che hanno compreso che siamo tutti Uno.

mercoledì 31 maggio 2017

Mente e Anima

Nei miei quasi 32 anni di vita terrena ho incontrato una marea di persone proprio grazie al mio stile di viaggio che mi ha permesso di essere in continuo movimento e di conoscere infinite storie di vita. Cerchiamo spesso di dividere l’umanità in tante categorie o etichette, però, nella mia esperienza, la prima diversità di base che noto nelle persone è questa: c’è chi vive nel cuore (Anima) e chi vive nella mente. Tutti noi conviviamo con queste due entità distinte. Il frutto del nostro comportamento deriva dalla relazione che hanno tra loro queste sfere. La mente è un prodotto delle nostre esperienze terrene. Fin da quando nasciamo, l’ambiente, la realtà familiare e la nostra vita sociale condizionano la nostra mente, che assorbe esperienza. Può essere manipolata dalla società in cui si cresce. Il bombardamento di pubblicità in televisione, tra un cartone animato e l’altro, per esempio, oppure per strada. L’educazione che si riceve negli asili e nelle scuole. Il contatto con altri bambini e con i propri genitori. Il vivere nel cemento di una città o nella natura. La nostra alimentazione. Tutto questo condiziona la mente, che è la parte razionale, che cerca spiegazione a tutto. Quella che coltiva dubbi, insicurezze, paure, ma che ci serve anche per vivere in una comunità.

La mente è un prezioso strumento che deve lavorare per l’anima e non invece, come capita spesso, governare noi. Noi non siamo tutti i pensieri che passano nella mente, non identificatevi in ogni vostro pensiero. Ma osservateli dal di fuori e chiedetevi se vi appartengono o no. Poi decidete se svilupparli. Se non vi piacciono e non volete farli vostri, lasciateli fluire, non potete eliminarli, ma lasciarli andare senza dare loro valore. Con il tempo, questi pensieri bugiardi svaniranno o vi lasceranno sempre più in pace. Utilizzate un filtro che analizza quello che passa, prendendo ciò che vi piace e lasciando ciò che non vi appartiene. Il pensiero è la più grande fonte di stress, se sviluppato erroneamente o per pensieri futili. Date valore a ciò che circola nella vostra testa solo se vi porterà a qualcosa di positivo, che può essere creativo.

Noi siamo qualcosa di molto più grande di quello che crediamo, siamo Anima. Un’energia divina trascendentale connessa con l’universo, la Terra, gli animali e gli uomini. Quando parlo di divino non mi sto riferendo all’idea di un Dio cattolico come un’entità che ci deve perdonare o accettare. Voi siete già esseri divini, ne dovete solo diventare consapevoli. Se avete avuto un’esperienza negativa da bambini durante la vostra educazione religiosa, spogliatevi da questa idea, perché Dio è una straordinaria energia che potete avvertire attorno a voi. Quante persone conosco che passano le giornate a bestemmiare, frustrati dall’educazione ricevuta. Poi, però, sono lì innamorati, a rincorrere le onde nel mare, a scalare montagne o perdersi nella foresta. Questo è Dio!! La Natura è una manifestazione potente di questa energia divina. Proprio per questo, se viviamo nella natura, ritroviamo pace e un contatto con il nostro vero Io interiore, la nostra anima. È più facile riconoscere la sua voce. Mentre in una città, nel cemento e nel caos, perdiamo questo prezioso contatto, l’anima ne risente e la mente prende potere, creando pensieri complessi, rendendoci più viziosi e materialisti. Le grandi metropoli sono i cimiteri dei sogni, grandi distrazioni di massa. Soprattutto per quelli che non ne sono consapevoli.  Lì soffriamo di più perché molto spesso trascuriamo la nostra vera essenza e ci indentifichiamo nella parte razionale. L’inquinamento dell’aria e quello acustico ci rendono più vulnerabili e perdiamo ninfa vitale, quella che ritroviamo nella natura.

La mia vita è stata divisa in due fasi principali. La prima negativa, in cui vivevo nella mente e in città. La seconda è quella in cui ho iniziato a seguire il mio intuito represso, a connettermi con il cuore, grazie al viaggio e al contatto con la natura. L’educazione scolastica aveva ucciso il mio intuito con una forte oppressione. Sono diventato estremamente materialista e cercavo piacere o serenità all’esterno, continuando erroneamente a identificarmi nell’idea sbagliata che avevo di me. Il viaggio mi ha spalancato gli occhi e il cuore. Quando sono partito la prima volta ero nero e non credevo in nulla. Oggi sono solare e credo in tante energie. Il viaggio ha stimolato il mio intuito, mi ha spinto a osare e seguire di più quella voce soave, tra le altre rumorose, una voce che mi diceva di non aver paura e di seguire i miei sogni. Mi spingeva a fare qualcosa che nessun altro attorno a me aveva fatto.

Da quando ho iniziato a seguire quella voce connessa con la mia anima, la mia vita è diventata magia. Ho visto che funzionava e così ho deciso di aprirmi ancora di più e osare sempre di più. Ogni mio grande sogno è arrivato. L’anima è proprio quella voce che ti dice che devi fare questo o quello, ma non ti dà spiegazioni: tu sai solo che devi farlo, e che questa è la tua natura. Non ha dubbi, timori o insicurezze. L’anima sa. E solo quando inizi ad ascoltarla affidandoti a lei, senza troppe certezze o spiegazioni, poi ti premia. Le persone connesse con il cuore hanno gli occhi che brillano. Non basta il sorriso, tutti sanno sorridere e mentire. Ma gli occhi sono la porta dell’anima. Tante persone ho incontrato che avevano occhi splendenti. È bastato uno sguardo per capire tanto di loro e ritrovarmi in loro. La maggior parte erano persone semplici e contadini. Anime forti, per il loro stile di vita a stretto contatto con la natura divina. Loro non si fanno ingannare dall’illusione che il modello materialista occidentale sia la via per essere felici. Non hanno bisogno di nient’altro di ciò che umilmente possiedono. Queste per me sono le persone ricche, quelle che stanno bene con quello che hanno. Perché, una volta che trovi il centro del tuo Essere nella tua anima, hai tutto.

Tratto da "Vagamondo 2.0, Centro America via terra e tre anni di Esperienza".
Nuova pubblicazione di Carlo Taglia disponibile qui

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- Se ti interessa conoscere meglio la mia storia puoi leggere il mio primo libro autobiografico Vagamondo, il giro del mondo senza aerei disponibile qui
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- La versione in inglese di Vagamondo è disponibile in tutti gli Amazon store. Cercare "Vagamondo, around the world without flying"


martedì 4 ottobre 2016

Ci vogliono tanti soldi per viaggiare ? Non per forza ! / Do you need a lot of money to travel ? Not necessarily !


ITA - Una delle affermazioni che si sente di più riguardo al mondo dei viaggi e che spesso poi porta molti a credere sia davvero così, spezzando bruscamente tanti vitali sogni, è: “Bello bello, ma per viaggiare ci vogliono tanti soldi. Io non posso permettermelo.” Quante persone si fermano davanti al limite economico convinti che sia davvero invalicabile, quanti sogni infranti davanti a questo scoglio. Solo che col passare degli anni in viaggio continuavo a vedere tante persone che hanno la possibilità economica ma non viaggiano (sia chiaro non sto parlando di vacanze) oppure tante persone che non hanno quasi nulla da parte ma continuano a ritagliarsi un tot di mesi all’anno per viaggi in paesi esotici. Ad un certo punto ho realizzato che il vero limite fosse più psicologico che finanziario. Ci vuole coraggio per partire e andare dall’altra parte del mondo a vivere un‘esperienza di vita da soli. Ci vogliono le palle per affrontare la solitudine tuffandosi nell’ignoto lontano da affetti cari e rinunciando alle comode e illusorie sicurezze che ci eravamo creati a casa. Credo siano queste le vere ragioni che frenano le persone a viaggiare, oltre a particolari situazioni famigliari. Le altre credo siano più scuse.

Partiamo subito dal presupposto che avere una buona base economica per una ragione o per l’altra aiuta eccome, ma non averla per molti non è comunque un limite così insormontabile e di esempi ne ho parecchi. Vi posso raccontare la storia di Daniele, uno dei migliori viaggiatori moderni con cui sono venuto a contatto in India e con cui sono diventato inevitabilmente amico. E’ una persona molto semplice sulla quarantina d’anni che ha vissuto per oltre dieci anni in un furgone soprattutto in val di Susa, sua valle di origine. Probabilmente si sarebbe anche potuto permettere un affitto economico però poi avrebbe lavorato solo per pagarsi le spese e siccome ha sempre voluto viaggiare, ha pensato di spendere tutti i suoi guadagni nei viaggi rinunciando ad un appartamento. Quasi ogni anno si ritaglia almeno 3 o 4 mesi in giro per il mondo e già si è lasciato alle spalle una quantità di paesi da non invidiare a nessuno. Lavora stagionalmente e principalmente in servizio di ristorazione. Negli ultimi anni lavora nei rifugi italiani o svizzeri soprattutto durante l’inverno e in quel periodo si dedica solo al lavoro. Rinuncia ad uscire a mangiare nei ristoranti, risparmia il più possibile su tutti prodotti che consuma e cucinando sempre per se’. Così riesce a mettere da parte sempre il giusto necessario per un viaggio. Quando l’ho incontrato in India viveva anche con 5 euro al giorno tra soggiorno e pasti. Bisogna sottolineare che viaggiare non significa andare in vacanza con le comodità di casa in alberghi lussuosi o ristoranti turistici ma che in molte realtà si può vivere con pochissimo e li dipende dal nostro spirito di adattamento. Viaggiare nel modo più economico possibile può diventare davvero una fonte di guadagno.

Se no vi posso raccontare di alcuni esempi che ho davanti ai miei occhi nella comunità dove sto vivendo in Svezia. Un gruppo di 20 ragazzi vive assieme condividendo tante spese. Per esempio invece di possedere una lavatrice ciascuno loro condividono tre lavatrici in venti. Condividono i bagni e le cucine con tutti gli attrezzi che utilizzano per la casa riducendo le loro spese notevolmente. Quando ci sono delle riparazioni o dei lavori di muratura da svolgere si danno una mano l’uno con l’altro. Vivendo lontani dalle città sono riusciti a trovare la possibilità di vivere con un pezzo di terra a veramente poco dal quale riescono anche a mangiare qualcosa per via di un orto risparmiando anche sul cibo da comprare. Dall’orto ricavano anche prodotti alimentari e cosmetici che vendono in alcuni mercati. C’è anche chi lavora con l’argilla e crea oggettistica di ogni genere da rivendere. Le comunità sono delle ottime occasioni per ridurre le proprie spese e vivere con meno esigenze economiche rinunciando alla vita cittadina. Ognuno di loro ha un lavoro al di fuori della comunità, ma molti riescono a vivere con un part time e anche a viaggiare qualche mese durante l’anno. Siccome la vita in Svezia costa cara non escono mai per mangiare nei ristoranti ma cucinano sempre per loro a casa e se vogliono bere dell’alcol non vanno in giro per bar perché costa troppo, lo consumano a casa o portandoselo dietro dopo che lo comprano nei vari negozi adibiti alla vendita dell’alcol. Molti di quelli che affermano che per viaggiare ci vogliono tanti soldi sono gli stessi che non sarebbero mai in grado di rinunciare a vivere in città e che più volte alla settimana vanno a mangiare al ristorante oppure vanno in giro per bar a fare aperitivi spendendo a volte 50 euro in una serata. Diventa più una questione di scelte. A questo punto la domanda più corretta da farsi sarebbe: “Quanto sei disposto a sacrificarti per il viaggio ?” o “A quanto sei disposto a rinunciare per viaggiare?”

Ma sia chiaro viaggiare non vuol dire non lavorare, ci sono tanti lavori che si possono gestire in viaggio. Grazie al web basta trovare una connessione a internet e molti lavoro si possono gestire davanti al mare invece che chiusi in un ufficio. Possibile che ancora nel 2016 con tutti i lavori che si sono creati con l’avvento di internet molti non riescono ad immaginare il lavoro se non tra le stesse quattro mura ? Si può benissimo lavorare anche senza tecnologia con molti lavori artigianali che dipendono solo dalle proprie mani. C’è chi viaggia continuamente lavorando nei vari mercati in giro per il mondo vendendo creazioni proprie o indumenti e oggetti acquistati da altri paesi a pochissimo e rivenduti. Ancora meglio lavorare come massaggiatori o nel mondo olistico facendo dei corsi economici in paesi asiatici per poi praticare strada facendo. Molti sono i giovanissimi che appena terminato il liceo lavorano una stagione estiva con i lavori più umili per guadagnare quel poco indispensabile per comprarsi un biglietto aereo per l’Australia e andare a cercare lavoro nelle farm (fattorie) a raccogliere la frutta o a fare altro per riuscire a pagarsi il viaggio e poi fare un salto nel sud est asiatico. Insomma una volta che ci si mette in cammino si apre un mondo di possibilità ma la parte più difficile per molti rimane il primo passo proprio perché ci vuole coraggio a fare una scelta diversa dalla massa. Potresti avere la famiglia o gli amici contro, molti ti criticheranno ma quel primo passo si potrebbe rivelare il migliore della tua Vita.

ENG - Do you need a lot of money to travel? Not necessarily !
One of the sentences that you hear more about the world of travel and that often it brings many to believe that it is, breaking so many vital dreams is: "Beautiful beautiful, but it takes a lot of money to travel. I can not afford it. "How many people stop in front of the economic limit convinced that it is really insurmountable, how many broken dreams in front of this rock. Only that I kept traveling over the years to see many people who have the financial ability but do not travel (to be clear I'm not talking about holidays) or the many people who have almost nothing aside but continue to carve out a certain number of months every year for trips to exotic countries. At some point I realized that the real limit was more psychological than financial. It takes courage to leave and go around the world to live a life experience alone. It takes balls to face the loneliness diving into the unknown away from loved ones and renouncing illusory certainties where we were comfortable and we created at home. I think these are the real reasons that stop people to travel, as well as particular family situations. All the others i think that are more excuses.

Let's start from the assumption that having a good economic basis for one reason or the other helps, but not have it for many it is still not so insurmountable limit and I have many examples. I can tell the story of Daniele, one of the best modern travelers with whom I came in contact in India, and with which I have become inevitably friend. It 'a very simple person around forty years old who has lived for over ten years in a van especially in Val di Susa, his home valley. Probably it would also have enabled an economic rent but then he would work only to pay the costs and since he always wanted to travel, he decided to spend all his earnings in travel renouncing an apartment. Almost every year it cuts out at least 3 or 4 months traveling around the world and already has left behind a number of countries do not envy anyone. Seasonally and working mostly in food service. In recent years working in Italian or Swiss mountain lodges especially during the winter and during that time is dedicated only to work. Avoid to go out to eat in restaurants, saving as much as possible on all products it consumes and always cooking for himselves. Thus able to set aside more and the right necessary for a trip. When I met him in India also he lived with 5 euro per day  with a room and meals. We must point out that traveling does not mean go on vacation with the comforts of home in luxurious hotels or touristic restaurants but in many situations you can live with very little, and it depends on our ability to adapt. Travel as cheaply as possible can really become a source of income.

If not I can tell you a few examples that I have in front of my eyes in the community where I am living in Sweden. A group of 20 boys and girls live together sharing many expenses. For example, instead of owning a washing machine each one  they share three washing machines in twenty. They share bathrooms and kitchens with all the tools they use at the home by reducing their expenses considerably. When there are repairs or masonry work to be carried out they give each other a hand. Living out in the country they were able to find the opportunity to live with a piece of land from which they can also get something to eat because of a vegetable garden and also save on food to buy. From the vegetable garden also derive food and cosmetic products that they sell in some markets. Some people working with clay and create objects of all kinds for resale. The communities are good opportunities to reduce the expenses and live with less economic needs giving up city life. Each of them has a job outside the community, but many are able to live with a part-time job and also to travel a few months during the year. Life in Sweden is expensive so they never go out to eat in restaurants but always cook for them at home, and if they want to drink alcohol do not go around to the bar because it costs too much, consume it at home or holding it around after they buy it in shops used to sell alcohol. Many of those who claim that to travel you need a lot of money are those that would never be able to give up living in the city and several times a week they go to eat at the restaurant or go around the bar to drink cocktails and spending 50 euro a night. It becomes a matter of choice. At this point, the correct question to ask to yourself would be: "How much do you want to sacrifice yourself for the journey?" Or "How many renunce you want to do to travel?"

But i remind you that travel does not mean not working, there are so many jobs that you can manage on the road. Thanks to the web just find an internet connection and many jobs can be managed in front of the sea instead of locked in an office. Possible that even in 2016 with all the jobs that have been created with the advent of internet many can not imagine the work if not between the same four walls ? It may work also wvery well without technology with many crafts that depend only on your hands. There are those who travels constantly working in various markets around the world by selling their creations or clothes and items purchased really cheap  from other countries and resold. Even better work as masseurs or in the holistic world by cheap courses in Asian countries and then practicing along. Tere are many young people who just finished high school work a summer season with the humblest jobs to earn the little they need to buy a plane ticket to Australia and go to seek work in farms to pick fruit or do anything else to be able to pay for the trip and then make a leap in southeast Asia. So once you put on the road it opens up a world of possibilities, but the hardest part for many is the first step because it takes courage to make a different choice from the crowd. You may have family or friends against, many will criticize you but that first step could be the best of your life.