528 days, 95450 km and 24 countries. Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. This is not a point of arrival but the beginning of a fairy tale that I will continue to tell around the world. After publishing VAGAMONDO i came back on the road. Photos, videos and stories of a free life dedicated to the travel.

domenica 15 aprile 2012

14/04/2012 La Mafia Filippina Blackjack / The Filipino Blackjack Mafia


Dopo una lunga giornata di visita per la capitale, verso sera passeggio sulle rive del fiume osservando la gente. Mi siedo su una panchina ed entro in uno dei miei soliti monologhi sulla vita. Dopo pochi minuti un signore filippino, sulla cinquantina d’anni e ben vestito, mi si avvicina attratto dai miei tatuaggi – in tutti i paesi mi capita quindi non mi sembra nulla di nuovo - e inizio una conversazione. Il suo nome è Elbert. Mi chiede da dove provengo e quando gli dico la mia nazionalità mi racconta di sua figlia che tra un mese andrà a vivere a Milano. Mi chiede com’è per un filippino vivere in Italia, se c’è discriminazione razziale. Io lo rassicuro che conosco tanti filippini che vivono in Italia. Ad un certo punto arriva la nipote del signore, una ragazza filippina sulla trentina che si presenta e mi chiede se sono fidanzato. Si dimostra interessata a me. Continuo la conversazione con il signore che mi chiede del mio viaggio. Nel mentre il cielo tuona e sta per iniziare a piovere cosi Elbert mi invita a pranzo a casa sua il giorno successivo dandomi appuntamento al Sorya Mall, un centro commerciale vicino alla stazione dei pullman pubblici Sorya. In Asia non è la prima volta che qualcuno sconosciuto mi invita a casa sua e fino ad ora ho sempre avuto dei meravigliosi incontri accettando gli inviti, in questo caso accetto sul momento conscio di avere una serata per pensarci o indagare.

Si è fatta l’ora di cena e decido di andare in un ristorante nelle vicinanze frequentato da ragazzi stranieri alternativi, il locale si chiama “happy herbs pizza”. Ordino una pizza margherita e una birra Angkor. Seduto nel tavolo di fronte al mio noto un ragazzo asiatico con la faccia simpatica anche lui al tavolo da solo. Ci salutiamo e un paio di volte brindiamo assieme alzando i calici dai tavoli opposti. Dopo il secondo brindisi si siede al mio tavolo e ci conosciamo. Lionel ha le sembianze di un ragazzo ma è un signore filippino di quarant’anni che lavora per una ONG del suo paese che si occupa principalmente della conservazione delle foreste cambogiane. Mi racconta il perché del nome della pizzeria, insomma su ordine aggiungono ganja nella pizza ! Devi solo decidere quanto happy vuoi che sia. Gli parlo del mio incontro con i suoi connazionali e quando termino di raccontare il fatto mi mostra una faccia allarmata e mi mette all’allerta riguardo alla mafia filippina chiamata “Blackjack Filipino Mafia” che opera principalmente a Ho Chi Minh City (ex Saigon) in Vietnam ma da un anno circa ha allargato la sua rete di truffe anche a Phnom Penh e Siem Reap in Cambogia. Mi spiega il modus operandi che è decisamente simile a quello che è accaduto a me.

Da un lato sono intrigato da questa storia e quasi mi piacerebbe andare all’incontro per poter documentare il più possibile questa truffa ma alla fine preferisco evitare. Cosi invio un messaggio ad Elbert inventando una scusa di un amico arrivato all’improvviso e che non posso più presentarmi all’incontro. Arrivato all’albergo inizio una ricerca su internet e sorprendentemente trovo racconti di altri ragazzi stranieri che sono caduti nella trappola filippina. Stesso stile di quello utilizzato con me. Un uomo sulla cinquantina e una donna sulla trentina, una parente che deve andare casualmente a vivere nel tuo stesso paese, cosi ti invitano a pranzo per conoscere questa parente che sarà organizzata di mappe o altro. Dopo il pranzo arriva l’ora del tè corretto con qualche droga che non ti permetterà più di ragionare. Dopo cercheranno di rubarti il più possibile, magari cercheranno di portarti ad un bancomat per prelevare il massimale o addirittura nella tua stanza d’albergo per derubarti di tutto. Il giorno dopo ti sveglierai e non sarai in grado di ricordare bene ciò che è accaduto. Molto probabilmente si tratta di GHB, la droga dello stupro. Mi raccomando per chi viaggia in Cambogia o Vietnam occhio a questa gente.
Grazie Karma !

In the evening, after a long day exploring the capital, I was walking along the riverside watching people. I sat on a bench and started into one of my customary monologues on life. A few minutes later a Filipino, in his fifties and well dressed, came up to me, attracted by my tattoos - nothing new as it happens to me in every country - and we got talking. His name was Elbert. He asked where I came from and when I told him my nationality he said that his daughter would be going to live in Milan in a month. He asked me what it is like for Filipinos in Italy, whether there is racial discrimination. I told him I knew plenty of Filipinos living in Italy. Then the man’s niece turned up, she looked about thirty years old, asked if I had a girlfriend and acted interested in me. I carried on talking to the man who asked me about my travels. Meanwhile there was thunder in the sky and it started to rain heavily so Elbert invited me to lunch at his place the next day. Our rendezvous would be at Sorya Mall, a shopping centre close to Sorya bus station. This was not the first time I was invited back home by strangers in Asia and each time led to wonderful experiences so I accepted, knowing I would have a whole evening to think about it or make enquiries.

It was time for dinner and I went to a restaurant nearby called Happy Herbs Pizza, popular with ‘alternative’ foreigners. I ordered a margherita pizza and an Angkor beer. I noticed an Asian guy with a friendly face sitting alone at a table in front of mine. We said hello and drank a toast twice, then he moved to my table and we got acquainted. Despite looking much younger than he really was, Lionel was actually forty and worked for a Cambodian NGO involved in preserving forests of the country. He told me the pizzeria got its name because they add ganja on demand. You just have to decide how happy you want the pizza to be. I then told him about the meeting with his fellow countryman and by the time I finished he had a worried expression on his face and warned me about the “Blackjack Filipino Mafia”, which works mainly in Ho Chi Minh City (ex Saigon) in Vietnam but in the last year has spread to Phnom Penh and Siem Reap in Cambodia. He explained their modus operandi, which is very similar to what happened to me.

On one hand I was intrigued by this situation and thought about going to the rendezvous to document the scam as much as possible but in the end I decided not to. So I sent Elbert a text message making up an excuse about a friend who had turned up all of a sudden, which prevented me from going to the meeting. Back at my guesthouse I started searching the internet and surprisingly found many accounts of foreigners who fell for the Filipino scam that started in a similar way. A man in his fifties and a lady in her thirties, a relative who by chance is going to live in your country, an invitation to lunch to talk to this relative who will have maps or other things handy. After lunch, you are served tea spiked with a drug and after that you won’t be able to think straight. Then they steal all they can, perhaps by taking you to a cash machine to withdraw as much as possible  or even all your possesssions from your hotel room. The next day you wake up and won’t be able to remember clearly what happened. It very probably deals with GHB, the rape's drug. If you are travelling in Cambodia or Vietnam, make sure you watch out for this!
Thank you karma.

6 commenti:

  1. grazie per la segnalazione,partirò anch'io tra un mese e andrò in cambogia...ho visto in alcuni siti ci sono addirittura le foto di questi personaggi
    buona continuazione del viaggio!
    Dario

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  2. bè è una regola di un buon viaggiatore, in qualsiasi paese si va, di non accettare inviti da persone sconosciute; fidarsi solo del proprio istinto, poche chiacchere un saluto e via. stavolta sei stato fortunato,buona continuazione di viaggio... e occhio!

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    1. ma a rifiutare tutti gli inviti di persone sconosciute si perde un altra faccia della medaglia straordinaria. Fino a quel momento avevo accettato gli inviti e ne ero sempre rimasto entusiasta. Però poi capita anche questo, trovo comunque importante non essere troppo diffidenti.

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  3. Dato che io sono un pensionato italiano e mia moglie è filippina io e mia moglie andiamo spesso a Manila dove vivono tutti i familiari di mia moglie; oltretutto qui a Roma quasi tutti i nostri conoscenti sono filippini e io sono sempre l'unico italiano del gruppo... Certo in tutti i paesi del mondo Italia inclusa si possono trovare truffe ma parlare di mafia filippina è un po' come parlare di Siciliani e tirare fuori la parola mafia; sono i soliti luoghi comuni Sicilia-mafia.... Attenti alle truffe; sono sempre dietro l'angolo ma la mafia qui non c'entra niente....

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    1. tu che vivi a Roma sicuramente conosci tante Donne Filippine ,a me è capitato che una Filippina mi ha chiesto aiuto per poter entrare in Italia e li ho aiutato ma adesso che sta a Roma da più di un mese non mi vuole incontrare ma mi sta ancora chiedendo soldi per la sua famiglia che vive nelle Filippine ,secondo tè e lei oppure un organizzazione

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  4. Le Filippine sono oneste ?

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