528 days, 95450 km and 24 countries. Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. This is not a point of arrival but the beginning of a fairy tale that I will continue to tell around the world. After publishing VAGAMONDO i came back on the road. Photos, videos and stories of a free life dedicated to the travel.

venerdì 1 giugno 2012

31/05/2012 Namsan, il monte sacro / Namsan, the holy mountain


Che giornata meravigliosa ! Nell’ultimo mese in giro per metropoli cinesi e coreane, esageratamente abbondanti di cemento, sentivo che c’era qualcosa che mi mancava. Un ingrediente che non mi permetteva di godere appieno della mia fantastica esperienza. Oggi finalmente ho scoperto di cosa si trattava: un contatto forte con Madre Natura. In mattinata, armato di bussola e tanta voglia di camminare, assieme a Barbara, una ragazza californiana, sono arrivato nel lato nord-ovest ai piedi di una montagna sacra nel centro di una vallata pochi metri sopra il livello del mare. Al punto informatico la signora coreana ci avvisa sulle possibili escursioni e sulla distanze consigliandoci di raggiungere il primo picco e tornare indietro perché se proseguiamo l’escursione si fa complessa e rischiamo di non terminarla prima del crepuscolo.

La prima parte fino al picco con un dislivello di 500 metri si è rivelata molto battuta da turisti coreani in tenuta da trekking professionale, i punti di maggiore interesse sono un tempio buddista e una statua di Buddha, seduto su un fiore di loto, scolpita da una roccia di granito. La vetta è stata raggiunta in poco più di un’ora invece delle due ore previste dalla signora, ma Barbara non se la sente di proseguire e torna indietro. Io assetato di avventura continuo l’escursione in solitaria cercando di capire le indicazioni di cui la maggior parte sono in coreano.

Dopo un breve tratto per un largo sentiero incontro una scultura di granito che è il resto di un tempio antico e su una roccia di fronte noto la raffigurazione di Buddha seduto. Attorno a me tanta natura selvaggia ma soprattutto un sublime silenzio – da quando ho superato la  vetta non ho più incontrato nessuno. Ad un certo punto il sentiero svanisce tra varie formazioni rocciose piuttosto pendenti, trovo delle corde fissate da qualcuno e le sfrutto per calarmi giù. Cammino nel bosco godendo appieno della beata solitudine nel mezzo della natura. Credo di essermi perso perché non ho idea di dove sto andando e ciò invece di preoccuparmi mi da una superba sensazione di libertà. Osservo la montagna e mi viene l’idea di attraversarla fino all’altro estremo a sud-est. Devo tornare a fondo per trovare un ruscello che attraversi i due picchi. Dopo vari voli con il culo a terra sullo rocce scivolose trovo finalmente una via nei pressi di un corso d’acqua praticamente asciutto. Ritrovo un sentiero che segue la direzione sud-est confermata dalla bussola.

Dopo qualche ora di esplorazione senza incontrare anima viva ecco all’improvviso un lago nascosto dagli alberi.  E’ spuntato il sole da un po’ e inizia a far caldo così decido di rinfrescarmi con un bagno. Consapevole di essere solo mi spoglio completamente e mi tuffo nell’acqua. Riprendo la passeggiata e sento un verso di animale conosciuto. Mi sembra quello di un maiale, osservo in direzione del suono e noto la sagoma di un brutto cinghiale. Fortunatamente non è interessato ad attaccarmi così mi dileguo per il bosco velocemente. Trovo delle indicazioni, mi sono ritrovato e proseguo verso un tempio poco distante. Arrivato al tempio, incontro dei monaci e alcuni escursionisti coreani ma soprattutto noto una parete con un grande Buddha di tre metri affiancato da due bodhisattva che sembra risalire al VIII secolo dopo Cristo. Davanti una roccia alta quasi due metri con raffigurazioni di Buddha seduto su tutti e quattro i lati con posizioni delle mani diverse. Mi siedo, bevo un tè offerto dai monaci e osservo il nuovo lato della vallata.

Poco più di 5 ore e arrivo a destinazione, ho attraversato l’intera montagna e con un sorriso splendente cammino tra le vaste risaie. Mi ricordo di avere l’mp3, ascolto “Rise” di Eddie Vedder e continuo a sognare. Sulle ali della libertà cammino a bordo strada con una forza che mi potrebbe portare dall’altro capo del mondo senza fermarmi. Alzo il pollice in attesa di un passaggio. I primi non si fermano oppure capita di non capirsi per la direzione, problemi di lingua. Ma dopo una mezz’oretta finalmente trovo un signore coreano che capisce qualche parola di inglese e mi dice di avermi notato nell’ultimo tempio.

What a marvellous day! In the last month spent in Chinese and Korean metropolises where there is way too much cement, I felt that I was missing an ingredient that allowed me to fully enjoy my fantastic experience. Today I finally found out what was lacking: a strong connection with Mother Nature. So in the morning, with only a compass and the desire to walk, I reached a valley which is just a few metres above sea level, on the northwestern side of a holy mountain, with a Californian girl named Barbara. At the information office a Korean woman gave us information about hikes and distances, and suggested we only reached the first peak and then came back because continuing the excursion would then become more complicated and chances were we wouldn’t make it before sunset.

The first part to the peak, a 500 metre ascent,  turned out to be crowded with Korean tourist wearing professional trekking clothes. The main points of interest are a buddhist temple and a granite statue of the Buddha sitting on a lotus flower. We made it to the summit in just over one hour, while the Korean lady said it would take at least two. Barbara didn’t feel like carrying on so she went back, but I had a  thirst for adventure so I carried on alone, trying to understand the direction signs which were mostly written in Korean.

After walking along the wide path for a while, I came up to the ruins of an ancient temple and noticed a sitting Buddha carved out of the rock in front of it. Around me nature was lush and silence sublime – after passing the summit I didn’t meet anyone else. At a certain point the path dissapeared between steep rocks and I found some fixed ropes which I used to make my way down. I then walked through a wood, enjoying peaceful loneliness in nature. I believe I got lost because I had no idea of where I was going, but instead of being worried I felt incredibly free. I looked at the mountain and decided it to cross it and reach the opposite southeastern side, so I needed to find a stream that runs between the two peaks of the mountain. After falling several times on the slippery rocks I finally found a path next to a nearly dry stream leading South-East, as confirmed by my compass.

After exploring the surroundings for a few hours without meeting any other person, I suddenly reached a lake hidden by the trees. The sun had been out for a while and it was getting hot so I bathed completely naked, since I knew nobody else was around. I then resumed my hike and heard a familiar sound of an animal. It sounded like a pig, so I looked in the direction from which the sound was coming from and saw the silhouette of an ugly boar. Luckily it didn’t want to attack me so I swiftly put as much distance as possible between the two of us. I then found some indications leading to a nearby temple where I met some monks and some Korean hikers. Carved into a wall, there were also a 3 metre tall Buddha and two bodhisattvas at its sides that probably go back to the VIII century. Another 2 metre tall rock had several rappresentations of the Buddha with different hand positions on its four sides. I sat down, drank a cup of tea offered to me by the monks and gazed at the new side of the valley.

I reached my destination just over five hours later having crossed the entire mountain, and with a beaming smile I walked through big rice plantations. I remembered that I had my mp3 reader with me, I listened to “Rise” by Eddie Vedder and I kept on daydreaming. I went along the side of the road on freedom’s wings, feeling so strong that I could’ve carried on to the other side of the world without stopping. I lifted my thumb and waited for a lift. The first to pass by either didn’t stop or couldn’t understand me but after half an hour I finally met a Korean man who spoke some words of English and told me that he had noticed me at the last temple.


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