528 days, 95450 km and 24 countries. Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. This is not a point of arrival but the beginning of a fairy tale that I will continue to tell around the world. After publishing VAGAMONDO i came back on the road. Photos, videos and stories of a free life dedicated to the travel.

giovedì 13 ottobre 2011

13/10/2011 Shanti Jatra Organic Festival



Martedì mattina all’alba ritrovo al Funky Buddha. In una fattoria organica nella valle di Kathmandu inizia un festival con alcuni sadhu (induisti asceti) e sciamani dei villaggi della zona. Dopo aver fatto avanti e indietro diverse volte dal punto di ritrovo e il bus, per incomprensione di organizzazione, sono riuscito a salire su uno dei mezzi di trasporto per il festival. Dovevano essere due ore di viaggio ma naturalmente sono diventate quattro. Davanti all’ imponente panorama dell’ Himalaya abbiamo attraversato stradine sterrate piene di buche, la sensazione era di essere su una barca con il mare mosso solo che a fianco alle nostre ruote non c’era il mare ma diversi dirupi profondi. Da queste parti credo sia abituale e dovrò abituarmi alle vertigini.

Dopo quattro intense ore finalmente arrivo alla location del festival, immerso nel verde su una collina davanti alla catena Himalayana, paesaggio naturalistico mozzafiato. Sistemo la tenda davanti a questo meraviglioso panorama vicino agli altri ragazzi giunti fin qua da ogni parte del mondo. Ho conosciuto francesi, tedeschi, inglesi, svedesi, canadesi, russi, libanesi, israeliani, cinesi, turchi, iraniani, indiani e tanti nepalesi arrivati dai villaggi confinanti. Durante il festival era possibile assistere a vari spettacoli culturali e musicali di diversi generi.

Un sadhu (foto) ha raccontato la sua storia, narrando che quindici anni fa a Pondicherry in India ebbe un’ illuminazione attraverso la quale gli svanì la fame. Si nutre solo di energia solare attraverso la meditazione in fronte al sole per diverse ore della giornata, la fotosintesi è la sua essenza vitale. Ho osservato le sue sedute di meditazione e sembra che entri in trance completamente ipnotizzato dal sole. Non ho trascorso il festival a pedinarlo per controllare, sarà vero???

Gli sciamani dei villaggi vicini sono venuti a danzare e cantare secondo i loro rituali, abbiamo conosciuto la musica nepalese danzando noi stranieri assieme ad anziani e bambini venuti in massa per avere un contatto culturale ma soprattutto umano molto forte. Ho provato una grande gioia (video) attraverso a questo incontro e credo proprio che sia stato lo stesso per loro.
Per chi voleva danzare di notte sotto la luna piena, nonostante la forte escursione termica, poteva scegliere se danzare a ritmo di trance o a ritmo di chillout.
Sono stati tre giorni davvero unici a livello umano, culturale e ambientale.

Il festival è terminato un giorno prima perché purtroppo uno degli organizzatori più anziani è morto per un infarto. Giusto concludere.
Stamattina appena appresa la notizia son saltato sul primo bus per Kathmandu. Il prossimo obiettivo è sicuramente il più alto che abbia mai avuto. Quindici giorni di trekking attorno al circuito dell’Annapurna, valicando il passo Thorung La a quota 5.400 m davanti a vette oltre gli 8.000.

On Tuesday morning, the meeting point was at Funky Buddha. On an organic farm located in the Kathmandu valley, a festival with local sadhus (Hindu ascetics) and shamans was starting. Although the lack of organisation led to my going back and forth several times from the meeting
point to the buses, I finally managed to get onto one going to the festival’s location. The journey was supposed to last two hours but ended up lasting twice as long. We drove along damaged and uneven roads with the massive Himalayan landscape before us, feeling as if we were on a rocking boat - except that instead of water around us there were precipices on the side of the road. I thought that I would have to get used to this since it is normal here. 


After four intense hours, I finally arrived at the festival’s location on a green hill in front of the breathtaking Himalayan range and put up my tent next to those of other people who had come here from all over the world. There were French, Germans, English, Swedish, Canadians, Russians, Lebanese, Israelis, Chinese, Turks, Iranians, Indians but also many local people. During the festival we saw different cultural shows and musical performances. 


A sadhu (photo) told his story: fifteen years ago in Pondicherry, in India, he had become enlightened and his hunger ceased. He now feeds on solar energy, while meditating many hours a day: photosynthesis is his vital essence. I observed him during his meditation and it seemed as if he went into a trance, completely hypnotised by the sun. I didn’t spend my time at the festival keeping an eye on him all the time, so I don’t know whether his story was true or not! 


The shamans from the nearby villages came to dance and sing according to their rituals. We got to hear Nepalese music, with foreigners and locals of all ages dancing together - not only a cultural event, but also very much a social one. This made me very happy (video) and I think I can say the same for the others. Although it had become cold, those who wanted to could dance under the full moon to trance or chillout music. These three days were truly unique, from a human, cultural and environmental point of view. Unfortunately, the festival ended a day early because one of the older organisers died of a heart attack, so the decision was taken - rightly - to end the festival. 

This morning, as soon as I heard the bad news, I got onto the first bus to Kathmandu. My next goal will certainly be the ‘highest’ I’ve ever had: trekking for fifteen days on the Annapurna circuit, crossing Thorung La Pass at 5400 metres with a backdrop of peaks reaching over 8000 metres.






1 commento:

  1. quanta natura...
    quanta gioia...
    un mix di età, culture e positività
    buon viaggio carletto x
    naty

    RispondiElimina