528 days, 95450 km and 24 countries. Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. This is not a point of arrival but the beginning of a fairy tale that I will continue to tell around the world. After publishing VAGAMONDO i came back on the road. Photos, videos and stories of a free life dedicated to the travel.

lunedì 5 dicembre 2011

04/12/2011 Trekking in Parvati valley. Bolenath



Dopo uno stremante viaggio di 15 ore su un gelido pullman sono arrivato da alcuni giorni a Kasol nella Parvati valley in Himachal Pradesh. Le temperature del viaggio notturno variavano sopra e sotto gli 0°, non ho mai avvertito un freddo del genere per così tante ore. Non avevo più sensibilità in alcune parti del corpo nonostante ero coperto da vestiti pesanti. Oltre al freddo a volte mi capitava di svegliarmi per terra per via delle manovre spericolate dell’autista. Sembrava di essere al luna park sull’ottovolante con la differenza che ci trovavamo su piccole strade di montagna. Durante il viaggio ho conosciuto un giardiniere svizzero assieme alla sua compagna che si sono aggregati  a me ed Ester, la ragazza spagnola conosciuta a Rishikesh.

La Parvati valley è circondata da vette Himalayane che raggiungono i 6000 metri ed è attraversata dall’ononimo fiume che si estende dalle sorgenti termali di Manikaran. I paesaggi montani sono incantevoli e la valle è conosciuta per le possibilità escursionistichee per la sfrenata coltivazione di charas (marijuana) richiamando un turismo internazionale, ma soprattutto israeliano, di hippy di ogni generazione – approfondirò quest’ultimo argomento raccontando le attività legate al suo fiorente mercato in esclusiva sul libro-. Ora siamo fuori stagione e fortunatamente non si vedono stranieri, possiamo goderci questi paesaggi in assoluta tranquillità.

Un itinerario escursionistico davvero interessante è Malana. Questo piccolo villaggio, di contadini e case a fungo in pietra e legno, ha un suo parlamento ed è organizzato con un particolare sistema di caste. Ai turisti, considerati impuri, è vietato toccare e fotografare le persone, i templi e le case. Chi trasgredisce deve pagare una multa di 1000 rupie (15 euro circa). Grazie a questa particolarità i loro costumi, le loro tradizioni e abitudini sono rimaste intatte dopo diverse generazioni nonostante l’interesse degli stranieri. Un luogo davvero speciale, camminando tra le sue vie si scopre una cultura unica. Persone di una semplicità e autenticità disarmante. Si trovano tre guesthouse, poco prima o dopo il villaggio, che sono case familiari nelle quale ospitano turisti per dare loro da mangiare e dormire. Si mangia nel salotto della casa seduti su dei materassini attorno ad un tandoori (stufa). I locali gradiscono molto il whisky con poca coca cola e del limone spremuto, in 3 hanno finito una bottiglia in un ora. Le stanze per dormire sono uguali al salotto infatti nel "salotto" dormono alcuni familiari. Chi è fortunato può trovare il tandoori ma, nonostante sia dicembre e siamo a quasi 3000 metri , non fa particolarmente freddo per via dell’ottima esposizione solare.

Altra tappa da non perdere è alla piscina termale di Manikaran. Un pomeriggio ho deciso di fare un giro in solitaria così ho raggiunto Manikaran, un paesino sul fiume poco dopo Kasol. Ho trascorso due ore in una piscina termale scavata nella roccia sulla riva del fiume Parvati, a fianco di un tempio e davanti ad una montagna mi sono rilassato nell’acqua bollente circondato solo da indiani – fantastico. Ho avuto un piacevole ritorno nel bosco di pini lungo il fiume verso Kasol. Non ho incontrato nessuno per ore, mi sono perso nel silenzio della natura ed ho trovato la strada poco dopo il tramonto.

Ancora qualche escursione ed entro due giorni mi rimetterò in viaggio di nuovo in solitaria verso sud. Mi aspetta un lungo viaggio di circa 60 ore tra pullman e treni fino a Goa, regione del sud-ovest indiano. Brevi tappe a Delhi, Mumbai, Pune per arrivare poco prima del periodo natalizio nella regione più piccola dell’India. Ormai due mesi di viaggio, due mesi a dir poco meravigliosi. Il grande sogno continua………..



After an exhausting fifteen-hour overnight journey in a freezing cold bus, I reached Kasol in the Parvati valley, Himachal Pradesh. I’d never felt so cold for so long; parts of me went numb although I had heavy clothes on. Besides that, I would sometimes wake up after falling out of my seat and onto the floor because of the driver’s reckless driving. It was like being on a rollercoaster, except that here we were on narrow mountain roads. During the journey I got acquainted with a Swiss gardener and his girlfriend and they joined myself and Ester, the Spanish girl from Rishikesh.

The Parvati valley is surrounded by Himalayan peaks that reach 6000 metres and crossed by the Parvati river which rises at the Manikaran thermal springs. The mountain views are lovely and the valley is known for its hiking trails and intensive cultivation of charas (marijuana) which attracts an international tourism, especially Israelis and hippies of all ages – this aspect and the activities connected with this thriving market will be dealt with in more detail in my book. At this time of year it was offseason and luckily there weren’t many foreigners around, so the landscape could be enjoyed in absolute peace.

A really interesting excursion is the one to Malana. This tiny village of farmers who live in mushroom-shaped houses built in stone and wood, has a parliament of its own and is organized in a particular caste system. Tourists are seen as impure and may not touch or take photos of people, temples or houses. Those who do must pay a fine of 1000 rupees fine, about €15. Thanks to this peculiarity their customs and traditions have remained intact for generations despite the interest of foreigners. Strolling through this truly special place you discover its unique culture and its people, with their disarming and authentic simplicity. There are three guesthouses, just before or after the village, which are basically family homes where tourists are fed and lodged. People eat sitting on mattresses on the living-room floor around a tandoori (stove). The locals enjoy whisky with a little Coca Cola and lemon juice - three of them drank a whole bottle in an hour. The bedrooms are the same as the “living room”, where some family members themselves sleep. The lucky ones have a tandoori but even though it was December at nearly 3000 metres, it wasn’t particularly cold because the area catches the direct sun during the day. 

Another unmissable spot is the thermal pools in Manikaran, a small village upstream from Kasol. One afternoon I went there alone. Cut into the rock near the bank of the river Parvati, the pools were next to a temple and facing a mountain. For two hours I chilled out in the hot water, with only locals for company - fantastic! The walk back to Kasol along the riverbank and through a pinewood was really pleasant. I met nobody else for hours and got lost in the silence of nature, only finding the road a little after sunset.

Two days later, after a few more excursions, I got back on the road again alone and headed south. Ahead of me a sixty-hour journey to Goa, a region in the south-west of India, stopping briefly in Delhi, Mumbai and Pune in order to reach India’s smallest state just before Christmas. By now two months of travelling had passed, two wonderful months, and the great dream continued...

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