528 days, 95450 km and 24 countries. Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. This is not a point of arrival but the beginning of a fairy tale that I will continue to tell around the world. After publishing VAGAMONDO i came back on the road. Photos, videos and stories of a free life dedicated to the travel.

sabato 28 gennaio 2012

26/01/2012 Munnar: un esempio di integrazione religiosa / an example of religious integration



Munnar è una trasandata cittadina situata sulle colline orientali della regione del Kerala ai piedi delle montagne dei Ghati occidentali. Ancora prima di essere arrivati,si può riconoscere la particolarità di questo luogo attraverso il profumo che emanano la moltitudine di piantagioni di thè che dipingono il paesaggio di un verde giada. Nel Kerala si trovano almeno un quarto delle 10.000 specie di piante diverse dello stato indiano tra cui quasi 1.000 sono specie di piante utilizzate per la medicina.

Lungo la strada che porta a Munnar si avverte una forte presenza cristiana e comunista, ogni piccolo villaggio ha la sua chiesa che condivide la scena con la miriade di bandierine rosse. Mentre osservo la fauna cambiare davanti ai miei occhi e respiro un aria di montagna decisamente più fresca della costa del Kerala, l’autobus affollato continua a salire lentamente caricando a bordo chiunque lo richieda sulla strada.

All’arrivo a destinazione in mattinata, dopo uno stremante viaggio notturno di 14 ore insonni tra treno e bus, vengo subito colpito dall’atmosfera viva di Munnar. Un potente soundsystem, installato davanti alla chiesa, sonorizza la città tra canti cristiani e indiani. La moschea richiama alla preghiera i suoi fedeli in cinque diversi momenti della giornata. Noto sulla collina una chiesa, una moschea e un tempio indù molto vicine tra loro a sottolineare la esemplare tolleranza religiosa di questo luogo. I cristiani fanno risalire il loro arrivo nella regione ai tempi apostolici di San Tommaso mentre i musulmani si diffusero per via del commercio. Nelle case dei suoi abitanti si possono trovare le immagini di Gesù, di Ganesh e di una moschea incorniciate in un solo quadretto da parete e decorato per essere venerato dalla famiglia – mai avevo incontrato una convivenza religiosa simile in nessuno dei miei precedenti viaggi !

La città sembra vivere un’epoca ritardata di 50 anni ignorante degli esempi negativi della storia mondiale. Il comunismo regna indiscusso da decenni tra bandierine e manifesti che inneggiano a Fidel Castro e Che Guevara. La politica è un concetto molto sentito nella regione che per via dei sindacati e delle unioni studentesche si trova spesso in sciopero. Ma questa roccaforte rossa vanta il più basso tasso di corruzione di tutta l’India. Il CPI-M (il partito comunista d’India markista) possiede alla stragrande la maggioranza politica di Munnar e di tutti i villaggi circostanti. In India sono due le regioni principali in cui il comunismo concorre per il governo regionale: il Bengala Occidentale ( la regione di Calcutta) e il Kerala . Quest’ultima è la prima regione al mondo ad aver eletto un candidato comunista democraticamente nel  1956. Si alternano al potere il CPI-M e il partito laico social-democratico del Congresso Nazionale Indiano INC. Dopo 5 anni di governo comunista marxista nel 2011 è tornato a governare il partito socialista spinto dagli interessi delle lobby indiane come il colosso TATA. Questa compagnia indiana, oltre ad avere il controllo del mercato legato ai mezzi di trasporto ed a molte altre attività, è proprietaria di immense piantagioni di thè con una fabbrica situata a pochi chilometri di Munnar vicino alla passeggiata percorsa dai turisti per raggiungere le cascate di Atthukad.

Le attività economiche principali della zona sono legate al turismo e al commercio di tè e spezie coltivate nell'area circostante. Il paesaggio naturale è ricco di verde e presenta una bella varietà di alberi, piante e fiori profumati. Si possono effettuare escursioni libere tra le piantagioni raggiungendo punti panoramici e cascate o esplorando una foresta di alberi di sandalo. Purtroppo alcuni tratti dei trekking sono lungo le strade percorse da autobus e autorisciò che inquinano l’aria scaricando odori irritanti che si mischiano al profumo delle piantagioni. Bambini sorridenti mi osservano basiti camminare a bordo strada e proprio nei loro sguardi innocenti mi rendo sempre più conto che pure io sono nato puro come loro, ma sono stato contaminato dall’educazione materialista e consumista della società occidentale in cui sono cresciuto. In questo viaggio attorno al mondo, attraverso la conoscenza di culture orientali e indigene personificate da sadhu, monaci e sciamani, sono alla ricerca di quella purezza e innocenza infantile smarrita per arrestare l’involuzione della mia anima e tornare ad essere ciò che sono stato alle origini.


Munnar is a rundown town in the eastern hills of the Kerala region, at the foot of the western Ghati mountains. Even before arriving, the distinctiveness of the place is evident from the fragrance emanating from the tea plantations colouring the landscape jade-green. Kerala hosts a quarter of the 10,000 plant species in India, of which nearly 1000 are used for medicine.

On the road to Munnar the strong Christian and Communist presence is also evident: every village has its own church and multitude of red flags. As I watched the fauna change before my eyes and breathed the mountain air, much fresher than the air on the coast, the crowded bus I was on kept climbing slowly uphill, taking on whoever asked to be.

On my arrival the following morning after an exhausting and sleepless fourteen-hour journey by bus and train, I was struck by Munnar’s lively atmosphere. A powerful sound system set up in front of the church filled the air with Christian and Indian music. The mosque called believers to prayer five times per day. On a hilltop I spotted a church, a mosque and a Hindu temple very close to each other - a fact which underlines the religious tolerance of this place. Christians believe that their arrival in the region goes back to the time of St Thomas whereas the Muslims arrived through trade. In local houses, there are decorated and venerated pictures with images of Jesus, Ganesh and a mosque - a level of religious coexistence I had never before encountered on any of my travels!

The city seems to be stuck fifty years in the past, unaware of the negative examples of world history. Communism has been ruling undisputed for decades, with flags and posters celebrating Fidel Castro and Che Guevara. Politics are strongly felt in the region, indeed strikes are often called by the trade unions and student associations. But this “Red” bastion also boasts the lowest levels of corruption in all India. The CPI-M (Indian Marxist-Communist party) has an overwhelming
political majority in Munnar and surrounding villages. In India there are two main regions where communism rules local government: Western Bengal (the region of Calcutta) and Kerala.
In 1956, Kerala became the first region in the world to democratically elect a communist candidate. The CPI-M and the lay Social-democratic party of the Indian National Congress (INC) take turns to run the region. In 2011, after five years of Marxist-Communist government, the Socialist party returned to power backed by the interests of lobbies, such as the industrial colossus TATA. This Indian company controls the market of means of transport, and also owns vast tea plantations and a tea factory just a few kilometres outside Munnar, near the walk taken by tourists to reach the Atthukad waterfalls.

The main economic activities of the area are tourism and the trade of locally-grown tea and spices. The landscape is very green, with a wide variety of trees, plants and perfumed flowers, and excursions can be made to the plantations, panoramic spots, waterfalls, and a sandalwood forest. Unfortunately, parts of the hiking trails go along roads full of buses and rickshaws: the air is a mix of irritating vehicle emissions and the fragrance from the tea plantations.

 Astonished smiling children observed me walking along the side of the road and their innocent glances reminded me that I was born pure but then contaminated by the materialist and consumer education of the Western society I was brought up in. In this journey around the world, by coming into contact with Eastern and local cultures personified in sadhus, monks and shamans, I’m looking for lost purity and childish innocence to stop the decline of my soul and return to what I originally was.

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