528 days, 95450 km and 24 countries. Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. This is not a point of arrival but the beginning of a fairy tale that I will continue to tell around the world. After publishing VAGAMONDO i came back on the road. Photos, videos and stories of a free life dedicated to the travel.

domenica 8 gennaio 2012

06/01/2012 In cammino verso sud / Moving south



Di nuovo in viaggio, di nuovo alla scoperta di questo meraviglioso pianeta. Stamattina all’alba ho raggiunto la stazione del treno di Mapusa in direzione Gokarna accompagnato da Mario, un simpatico e semplice viaggiatore italiano sulla trentina d’anni in viaggio lontano da casa da circa 5 anni. Ha vissuto in Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda lavorando come cameriere, muratore, addetto alle pulizie e a raccogliere la frutta nelle fattorie australiane e nuove zelandesi. Treno in ritardo di 2 ore alla partenza e cambio treno in ritardo di altre 3 ore e mezza per un totale di 10 ore di spostamenti invece delle 4 ore previste, ma questa è l’India, è inutile fare dei programmi bisogna solo vivere la giornata. In tutto questo mi è tornato un entusiasmo sfrenato verso questa esperienza dopo un po’ di smarrimento nel Goa, una regione cattolica a parte dell’India molto più simile alla nostra cultura per via della ancora fresca eredità coloniale portoghese che non mi sembrava di riconoscere più la nazione che sto conoscendo. Felice di condividere una parte della mia esperienza con Mario incontrato per caso a Goa, un altro incontro positivo sul mio cammino. Storie di vita che si intrecciano mai per caso.

Gokarna, piccola località situata sulla costa della regione del Karnataka, è uno dei luoghi più sacri dell’India del sud dal quale si estende una serie di spiagge stupende. Molti pellegrini induisti di ogni età tra bambini e anziani vengono a venerare le loro divinità, tra cui Shiva e Ganesh, nei templi antichi assistendo spesso ad animati rituali religiosi. Vietato il consumo di alcol e solo cucina vegetariana nei pochi ristoranti turistici. Frequentata da stranieri che praticano yoga o meditazione, che semplicemente si dedicano alla spiritualità.

Riprendo il mio percorso spirituale riflettendo sulla mia vita in una cultura che basa le sue fondamenta sulla cura dell’animo umano, sul distacco dai valori materiali e che ti insegna a focalizzare i tuoi pensieri sulla positività e su ciò che si ha al contrario della nostra società basata sul materialismo, il consumismo e l’inesorabile desiderio. All’esame di maturità liceale ho trattato la teoria del piacere di Leopardi che sostiene che l’uomo tende ad un piacere infinito che non potrà mai essere colmato quindi è destinato a vivere con un sentimento di insoddisfazione perenne a meno che attraverso la saggezza riesca a spegnere questo desiderio, che non gli darà mai pace, concentrandosi esclusivamente su se stesso e su ciò che ha. Viaggiare è un ottima soluzione per intraprendere questo percorso perché quando si è a casa si pensa a quello che ci manca ma quando si viaggia si pensa al vero valore di quello che si ha a casa (relazioni affettive). La nostra società ha perso di vista i veri valori semplici e terreni della vita, ma soprattutto trascura ciò che dovrebbe essere l’obiettivo comune di tutte le società del mondo: la salute psico-fisica dell’essere umano. Solo raggiunta questa salute potremmo essere d’aiuto a noi stessi e a chi ci sta vicino trasmettendogli positività e benessere.

Viaggiare apre la mente verso nuovi orizzonti e ti fa scoprire quali sono i reali problemi della vita, ti rendi conto che spesso noi occidentali, spinti anche dalla maggior parte dei media che trattano principalmente temi negativi di cronaca nera e crisi sbattendoceli in faccia sui giornali quotidianamente, sprechiamo tempo ed energia della nostra vita a preoccuparci inutilmente di situazioni negative, che fanno parte della vita, che non possiamo cambiare. La maggior parte della mia generazione è allo sbando talmente terrorizzata dal proprio futuro che non vive il suo presente. Noi giovani abbiamo bisogno di certezze non di terrorismo psicologico. Le uniche certezze in questo momento le possiamo trovare dentro di noi. Dovremmo focalizzarci più su gli aspetti positivi della vita preoccupandoci solo di ciò che realmente possiamo cambiare nel nostro piccolo giorno dopo giorno, solo così potremmo sperare davvero in un mondo migliore.



On the road again, exploring this wonderful planet. This morning at dawn I reached the station of Mapusa heading for Gokarna together with Mario, a friendly, easy-going Italian traveller in his thirties and away from home for five years. He had lived in Canada, the USA, Australia and New Zealand working as a waiter, builder, cleaner and fruit picker. The first train was two hours late and the one we had to change to three and a half, so the journey took ten hours overall instead of the four expected, but this is India and there is no point in planning ahead, you have to take one day at a time. My enthusiasm was high once again, after having felt a bit uneasy and lost in Goa, a Catholic region which, due to the recent Portuguese colonial influence, is much more similiar to Italian culture than the rest of the country. I was happy to be sharing part of my experience with Mario who I met by chance in Goa, another positive encounter on my way. Life stories that never happen by accident.

Gokarna, a small town on the coast of Karnataka, is one of the most sacred places in southern India (and also, with its stupendous beaches, a popular tourist area). Many Hindu pilgrims of all ages come here to worship their deities, such as Shiva and Ganesh, in the ancient temples, often attending animated religious rituals. There is no alcohol and the few tourist restaurants offer only vegetarian food. Gokarna is visited by foreigners who practice yoga or meditation, simply dedicating themselves to spirituality.

I resumed my spiritual journey, reflecting on my life in this culture, which is founded on care for the human spirit and detachment from material things and teaches you to focus on being positive and what you already have, unlike our(Western) society based on materialism, consumerism and relentless desire. At my high school final examinations, I chose as a topic Leopardi’s theory of pleasure. This says that man strives for infinite pleasure and, since this cannot be satisfied, is destined to live with a constant feeling of dissatisfaction unless he manages, through wisdom, to extinguish desire by focusing only on himself and what he has. Travelling is a good way to start out in this direction, because when at home people think about what is missing but when away they realise the real value of what they have back home (affective relationships). Our society has lost its true simple down-to-earth values but has, above all, lost what should be the common goal for all societies in the world: mankind’s psycho-physical health. Only when this is achieved will we be able to help ourselves and those around us, giving out positivity and wellbeing.

Travelling opens the mind to new horizons and lets you discover the real problems in life; you realise that in the West we often waste time and energy pointlessly worrying about negative situations, which are part of life and cannot be changed. This worrying is also due to most of the media, which give us a daily dose of crime and crises. Most people of my generation are disoriented and so worried about their future that they don’t live the present. Young people need certainties, not psychological terrorism. The only certainties right now are to be found within ourselves. We should focus more on the positive aspects of life and worry only about what we really can change, day after day. Only in this way can we hope for a better world.

1 commento:

  1. ...questo desiderio, che non gli darà mai pace, concentrandosi esclusivamente su se stesso e su ciò che ha.

    Correggerei su ciò che è (non su ciò che ha) :)

    ste

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