528 days, 95450 km and 24 countries. Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. This is not a point of arrival but the beginning of a fairy tale that I will continue to tell around the world. After publishing VAGAMONDO i came back on the road. Photos, videos and stories of a free life dedicated to the travel.

martedì 22 maggio 2012

20/05/2012 Una domenica pomeriggio a Qingdao / A sunday afternoon in Qingdao


Sono commosso, ma allo stesso tempo ubriaco. In una classica domenica pomeriggio passeggiavo in solitaria nella zona antica e più povera di Qingdao (ex colonia tedesca)per osservare la vita domenicale della gente del posto. Ad un certo punto ho sentito della musica tradizionale, ad un volume particolarmente eccessivo, proveniente da un piccolo bar locale. Le vetrine erano di vetro, così ne ho approfittato per osservare all’interno. Noto diversi cinesi, sulla cinquantina d’anni, che celebrano il giorno di festa bevendo e mangiando assieme, ma soprattutto cantando e suonando piano e fisarmonica. Uno di loro mi nota e mi invita all’interno, accetto subito. Sembrano entusiasti di avere un nuovo ospite, mi riempiono il bicchiere di birra e iniziano i brindisi alla goccia secondo la loro tradizione. Mi sa che da un po’ hanno iniziato perché li vedo abbastanza gonfi dall’alcol. Mi prendono in simpatia nonostante non parlino inglese, sono sorpreso perchè un gruppo di cinesi, tutti di una certa età, mi sta accogliendo assieme a loro in un momento riservato di festa – solitamente gli anziani sono molto chiusi verso gli stranieri. Si canta , si batte le mani a ritmo, è festa per tutti ! (guardate assolutamente il video a fondo post)

Uno alla volta cantano canzoni popolari cinesi, di cui riconosco solo la versione cinese di “Bella ciao”. Ad un certo punto tocca a me, vogliono che canti anche io, ma sinceramente non conosco a memoria una canzone italiana. Penso alla mia infanzia e dal nulla mi torna in mente un brano di Lucio Battisti che cantavo a squarciagola: “Dieci Ragazze per me”. Prendo il microfono, mi alzo in piedi e, per la prima volta in pubblico nella mia vita, inizio a cantare stonatissimo, ma poco importa, ora conta solo il momento di festa e loro sono felici a vedermi cantare. Ogni 5 minuti mi offrono un chupito di birra, così che dopo due ore sono ubriaco e dovrei andare al bagno. Chiedo ma non mi capiscono, osservo gli altri, bevono di tutto ma non vanno mai da nessuna parte. Inizio a sentire la vescica a pressare e mi rendo conto di essere ciucco alle 4 del pomeriggio conscio che stasera ho un appuntamento con una simpatica ragazza cinese per cena. Così all’improvviso saluto tutti con le mani giunte ripetendo “shi-shi” ovvero grazie in cinese e con gli occhi lucidi dalla felicità. Sono emozionato e grato a questa gente perché questi sono i momenti più gioiosi che provo in viaggio e sono diventati la mia passione.

Torno all’ostello della gioventù, in cui risiedo, e dopo una corsa sfrenata al bagno mi riprendo dalla sbronza. Verso sera esco alla ricerca di un mezzo che mi trasporti verso il ristorante dell’appuntamento con Sheng, una giovane cinese che insegna inglese e studia tedesco conosciuta ieri nel bar dell’ostello. Dopo tanto tempo che non mi capitava, trascorro una piacevolissima serata tra cena e passeggiata lungo mare. Ci raccontiamo le nostre vite e ci rendiamo conto che, anche se siamo cresciuti in culture così lontane, abbiamo molto in comune. Qingdao si è rivelata una sorpresa, non per la bellezza della città, bensì per gli incontri speciali che sto avendo. Sono venuto qua casualmente per via del traghetto diretto in Corea del Sud e ancora una volta la mia filosofia di viaggio senza aerei mi ha regalato momenti particolari. Da domani riproverò a martellare il centralino della compagnia di traghetti nella speranza che si liberi un posto a breve per attraversare il Mar Giallo e sbarcare in Corea del Sud in attesa del 5 giugno per il lungo viaggio di 24 giorni attraverso l’Oceano Pacifico e per raggiungere la terra sudamericana in un esotico porto colombiano.


I was moved but, at the same time, drunk. On a typical Sunday afternoon I was walking alone in the oldest and poorest part of Quingdao, former German colony, to see what the locals do on a Sunday. Hearing some really loud traditional music coming from a small bar, I looked in through the windows and saw some Chinese in their fifties enjoying their day off by drinking and eating together, but also singing and playing the piano and an accordion. Seeing me, one of them beckoned me into the bar, and I didn’t need to be asked twice. They seemed thrilled to have a new guest so they filled me a glass of beer and, in their tradition, started toasting and gulping the drinks down. This seemed to have already been going on for some time because they looked pretty smashed. They took a liking to me even though they didn’t speak any English and I felt surprised that a group of fairly old Chinese, usually very reserved towards foreigners, had invited me to a private party. We sang and clapped our hands, it was party time for everybody! (have a look absolutely to videoclip on the post's end)

One at a time they sang traditional songs, one of which I recognised as the Chinese version of “Bella Ciao”. Then it was my turn to sing but I don’t know any Italian song by heart. I thought about my childhood and remembered out of nowhere “Dieci ragazze per me” by Lucio Battisti, which I used to sing at the top of my voice. I took the mike and, for the first time in my life, stood up and started singing - out of tune, but that didn’t really matter because it was all about having a good time and they were happy to have me sing. Every five minutes they offered me a shot of beer and after two hours of this I was drunk and in dire need of a loo. I asked where the toilet was but they didn’t understand, so I looked at what the others did and noticed they were drinking loads but not going anywhere. I felt that my bladder was full and realised I was drunk at 4 pm, just a few hours before a dinner appointment with a nice Chinese girl. So I suddenly said goodbye to everybody by pressing my palms together and repeating “shi-shi”, which is “thank you” in Chinese, my eyes bright with tears of happiness. I was moved and grateful towards these people because these are the happiest moments of my travels and have become a passion.

I returned to the youth hostel I was staying at and, after dashing to the toilet, started sobering up.
In the evening I went out to look for transport to the restaurant where I had an appointment with Sheng, a young Chinese girl I had met at the hostel bar, and who teaches English and studies German. A long time had passed since my last evening eating out and walking along a seafront. We talked about our lives and realised that even though we had grown up in distant cultures, we had a lot in common. Quingdao turned out to be a surprise, not because the city is beautiful, but because of the special encounters I had. I arrived here by chance, because I was heading to South Korea to catch a boat and, once again, my way of travelling without taking planes had led to special moments. From tomorrow I’ll keep hassling the ferry company phone operator, hoping that a place will soon become available and I can cross the the Yellow Sea and reach South Korea before June 5th, when a 24-day journey across the Pacific will take me to an exotic port in Colombia.

1 commento:

  1. Vagabondo nel Mondo4 agosto 2012 15:44

    Bellissimo il video, che grande emozione che devi aver provato nel vivere certi momenti. GRANDE

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