Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. But many new travel projects came and will come. Books, photos and videos of a free life dedicated to the knowledge of the amazing World where we are living.

mercoledì 18 luglio 2012

17/07/2012 La doppia faccia colombiana / The two faces of Colombia


Secondo le statistiche la Colombia ha una media di 3 cellulari rubati ogni minuto. Le autorità riportano che ogni mese avvengono 140.000 furti di questo genere. Ma ciò che impressiona maggiormente è che il furto troppo frequentemente si conclude in omicidio se si oppone resistenza. Una cruda violenza cittadina che spaventa la propria gente che chiede maggiore attenzione nella sicurezza e nell’educazione al proprio governo. La maggior parte del denaro pubblico è utilizzato per l’esercito a discapito di molti altri settori tra cui l’istruzione che potrebbe rivelarsi la carta adatta a salvare i giovani colombiani dalla malavita. Bogotà è il fulcro di questa criminalità organizzata da bande di ragazzini provenienti dalle baraccopoli ai margini della città. Di primo mattino una gentile signora colombiana, che si è interessata alla mia esperienza fornendomi utili informazioni sul suo paese, mi ha informato che pochi giorni fa suo cugino è stato assassinato durante il furto del suo smartphone.

Pensieroso sulle violente vicissitudini colombiane ho deciso di passeggiare per le strade di Bogotà, sotto la solita pioggerella giornaliera , percorrendo vie casuali con una profonda lente di osservazione alla ricerca di qualcosa che mi potesse sorprendere. Passo dopo passo mi sono sempre più convinto della somiglianza con Berlino per i suoi cupi palazzi abbandonati e fatiscenti o i numerosi graffiti che cercano di rivitalizzare, attraverso la vivacità dei colori, le sue grigie vie. In questa città si sta sviluppando una vera e grezza cultura underground che non ha niente a che vedere con quella modaiola che si è sviluppata in Europa. Nel bel mezzo del cammino passo di fronte ad un giornalaio e noto, in primo piano su un quotidiano locale, un immagine di un soldato armato di fronte ad un gruppo di indigeni con il titolo: “Tensione nel Cauca”. Curioso della vicenda compro il quotidiano e mi fermo in una caffetteria, a gustare il buonissimo caffè colombiano, e a leggere.

Il Cauca è un regione montuosa meridionale colombiana di difficile accesso. Povera e sottosviluppata per la negligenza dello stato nei decenni scorsi. A causa di ciò si è rivelata una località adatta allo sviluppo del narcotraffico e alla locazione dei guerriglieri delle Farc. Il governo ha deciso ultimamente di aumentare il contingente militare nella regione, ma le popolazioni indigene si sono ribellate a tutto ciò. La scorsa settimana hanno smantellato un intera base militare passando dalle parole all’azione. Loro vogliono la pace nella loro terra e chiedono ai militari e ai guerriglieri di andarsene. Il governo si trova in una posizione scomoda perché non ha nessuna intenzione di evacuare la regione ma d’altro canto dopo tutti questi anni di disinteresse nei confronti delle problematiche del Cauca non ha la situazione sotto controllo. Per convincere le popolazioni locali ha presentato un progetto di sviluppo di attività commerciali per creare nuovi posti di lavoro, ma non gode della loro fiducia e questo non basta per ora.

Purtroppo questo paese è fortemente condizionato da problematiche legate al narcotraffico, alle Farc, a microcriminalità e alla negligenza del governo. I media si interessano quotidianamente di questi temi e naturalmente nel mondo arrivano solo messaggi negativi legati all’immagine della Colombia. Io voglio parlavi anche di qualcos’altro, di una faccia della medaglia che sto scoprendo giorno dopo giorno grazie alla sua gente e alle sue meraviglie naturalistiche. La Colombia è un paradiso terrestre, gode di paesaggi di una bellezza impressionante. Ricca di verde tra alte montagne, parchi naturali e foreste pluviali che ci vuole almeno un anno per scoprirle tutte. Bagnata dal Mare Caraibico, a nord, e dall’Oceano Pacifico, a ovest, gode di centinaia di chilometri di costa di cui la maggior parte desertica per le difficoltà di accesso. Poi la sua affascinante storia indigena precolombiana con il mito di “El Dorado” e i ricchi tesori ereditati dai suoi popoli. La rara bellezza del quartiere coloniale di Cartagena, la più suggestiva città visitata in questi nove mesi. L’arte contemporanea con le grasse sculture di Botero e la sua calorosa cultura che grazie ai suoi allegri balli di coppia vi scalderà il cuore. Questo paese è un gioiello da scoprire, si tratta solo di superare i troppi pregiudizi e affrontarlo evitando zone più pericolose di altre. Soprattutto le città sono particolarmente pericolose, al di fuori di esse ci sono regioni che vivono in pace e armonia. Dopo tutto quante volte capita a noi italiani di incontrare stranieri in viaggio che appena sentono nominare la nostra amata terra pensano a pizza, spaghetti e mafia. Sappiamo benissimo che il nostro paese è ben altro e più conosco il mondo più mi rendo conto delle straordinaria bellezza paesaggistica della madrepatria Italia.


According to the statistics, three mobile phones are stolen in Colombia every minute. The authorities report that every month there are 140,000 such thefts, but what impresses most is that the theft often ends with murder, if resistance is offered. This crude urban violence frightens Colombians, who want more security and education from their government. Most public money is invested in the army which leaves less for many other fields, such as education, which could be a solution to keep young Colombians away from criminal activities. Bogotà is the centre of organized crime, with its gangs of youngsters who come from the slums on the outskirts of the city. Early in the morning, a kind Colombian lady who was interested in my experience and gave me useful information about the country told me that her cousin had been murdered just days before while his smartphone was being stolen.

I walked along the roads of Bogotà, under the usual daily rain, thinking about the violent Colombian vicissitudes and carefully keeping my eyes open for any dodgy situations. Step after step, I became more and more convinced of the similarity between Berlin and here - the gloomy, abandoned run-down buildings or the colourful graffiti that try to revitalize the grey streets. A raw underground culture, very different from the European one, is developing in Bogotà. In the middle of my walk I passed a newsagent’s and I noticed the front page of a local newspaper: a picture of an armed soldier in front of a group of indigenous people and the title “Tension in Cauca”. I wanted to know more so bought the paper and sat down at a bar to read it and have a cup of excellent Colombian coffee.

Cauca is a mountain region in southern Colombia which is difficult to access. It is poor and underdeveloped because of the governments’ negligence in the past decades. This has made it a most suitable area for the development of drug trafficking and also made the area a base for Farc guerrillas. The Colombian government recently increased its military presence in the area but the indigenous people rebelled: last week they took an entire military base to pieces. They want peace in their land and want the military and the guerrillas to leave. The government finds itself in a difficult position because it has no intention of leaving the area but at the same time, after so many years of paying little or no interest to the problems in the Cauca, it doesn’t have the situation under control. In order to convince the local population, it presented a project to develop commercial activity and create new jobs, but the locals don’t trust the government and at the moment it’s just not enough.

Unfortunately this country is greatly conditioned by drug trafficking, the FARC, petty crime and government negligence. The media talk about these things every day and so of course only the negative aspects of the country reach the world. I would like to talk about the other side of the country, of the people and natural wonders that I’m discovering day after day. Colombia is an earthly paradise and has incredibly beautiful landscapes. It would take a year to explore the high mountains, natural parks and rainforests. In the North, Colombia has the Caribbean and in the West, the Pacific, it has hundreds of kilometres of coast, most of which are deserted because they are difficult to reach. Its indigenous history, the myth of “El Dorado” and the treasures inherited by its peoples add to the fascination of the country. Then there is the beautiful colonial area of Cartagena, the most charming city I’ve visited in the past nine months. Contemporary art with Botero’s fat sculptures and the spirit of the local culture with its happy dances will warm your heart. This country is a jewel to be discovered, you just have to overcome the many prejudices and avoid the most dangerous areas, the cities in particular, as in the countryside there are places where people live in peace and harmony. After all, how many times do we Italians meet travelling foreigners who think “pizza, spaghetti and mafia” as soon as they hear us mention Italy? We know very well that there’s much more to our country than that and the more I see of the world the more I become aware of Italy’s extraordinary beauty.



3 commenti:

  1. Condivido quanto dici, sia su Bogotá, sia sui pregiudizi che la Colombia esporta fuori, sia sulla bellezza di questo paese che é una perla rara. Ancora non ho visitato Cartagena per cui non posso dire. Nel tuo viaggio per il mondo ti consiglio di andare nella stupenda Bolivia che merita tanto. Buon viaggio! Annalisa

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    1. Ciao Annalisa, sarà fatto. La Bolivia è la prossima meta dopo il Perù e non vedo l'ora di vederla perchè me ne hanno parlato tutti benissimo !! Buona vita

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  2. Sei veramente una bella persona, per varie vicissitudini mio malgrado sono riuscito a visitare solo un pò di Europa
    anche a me picerebbe un esperienza simile ma non ne ho il coraggio e sopratutto non ho risorse economiche sufficienti, le quali vengono utilizzate, quelle poche rimanenti per "sopravvivere".
    Continua cosi informaci delle tue esperienze... Chissa un domani venga il coraggio pure a me.
    Buona continuazione
    Marco

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