528 days, 95450 km and 24 countries. Around the world trip without flights was completed March 18, 2013. This is not a point of arrival but the beginning of a fairy tale that I will continue to tell around the world. After publishing VAGAMONDO i came back on the road. Photos, videos and stories of a free life dedicated to the travel.

giovedì 23 febbraio 2012

23/02/2012 Alla ricerca di un imbarcazione verso est / In search of an eastbound ship


Sveglia all’alba alle 6 per saltare sul primo pullman diretto a Colombo. Attendo a bordo strada con lo zaino in spalla nel tranquillo villaggio di Hikkaduwa, mentre il sole si leva tranquillamente e bambini in divisa bianca vanno a scuola. Dopo un quarto d’ora vedo in lontananza il mezzo avvicinarsi strombazzando a tutta furia. Salgo e non trovo posto, scarico lo zaino sul motore a fianco all’autista e mi preparo ad affrontare un viaggio di un’ ora e mezza in piedi tra la folla di singalesi.

Arrivo a Colombo e, dopo una breve ricerca, trovo facilmente sistemazione in un vecchio, degradato e sporco palazzo coloniale in pieno centro ma che almeno mi permette di stare economicamente vicino alla zona portuale. Dopo le esperienze nelle grandi città indiane tutto ciò mi appare comunque un lusso.

Ho trascorso solo 4 giorni sulla costa meridionale dello Sri Lanka e, nonostante il fascino delle spiagge con sabbia dorata, dell’ acqua turchese, della barriera corallina e della dolce e selvatica compagnia animale comprendente scimmie, pipistrelli, varani, coccodrilli e tartarughe giganti, non riesco stare fermo a pensare senza avere la certezza di trovare un mezzo marittimo diretto verso le terre dell’est (Thailandia, Malesia o Singapore). In occasioni come queste preferisco agire subito per risolvere la situazione. Inizierò la ricerca, anche se ho ancora una decina di giorni validi per il visto.

A Dicembre dell’anno scorso mi ero messo in contatto con una compagnia di mercantili inglese che mi aveva offerto un biglietto con destinazione Singapore.  Sembrava fatta, avevo raccolto e inviato a loro i diversi documenti burocratici richiesti (assicurazione sanitaria, certificato medico, biglietto d’uscita da Singapore via treno). A fine Gennaio arriva la prima brutta sorpresa: viaggio cancellato!

Dopo pochi giorni la stessa compagnia mi offre un’altra soluzione per fine Febbraio verso la Malesia. Per me era ancora meglio ed entusiasta ho accettato ricompilando tutti i moduli. Arrivo in Sri Lanka e ricevo la notizia che hanno ritardato il viaggio di 4 giorni fino a primi di Marzo. Contatto un’ altra compagnia di mercantili tedesca ma mi comunicano che è troppo tardi per prenotare spostamenti nel mese di Febbraio.
Accetto di partire in ritardo. ma ho un brutto presentimento che si realizzerà verso metà Febbraio con l’ennesima mail negativa che mi conferma che la nave cargo ha deciso di saltare la fermata di Colombo, rimborso immediato e biglietto cancellato !

Abbandono definitivamente la possibilità di muovermi su questo tipo di imbarcazioni decidendo che una volta raggiunta Colombo avrei iniziato la ricerca di un qualsiasi genere di mezzo marittimo disposto a trasportarmi verso est in cambio di ogni genere di lavoro. Se lo Sri Lanka e l’India sono estremamente vicine, le terre orientali son ben più distanti dallo Sri Lanka e tutto ciò rende la ricerca molto più complicata anche se la capitale singalese ha un porto molto trafficato in quanto punto di passaggio e sosta nel Mare Arabico.

Questo pomeriggio inizierò a bazzicare nell’area portuale raccontando la mia situazione a tutti quelli che incontro, frequenterò i bar dei marinai, cercherò di attirare il più possibile l’attenzione nella speranza che qualche buon anima mi possa aiutare a continuare a realizzare questa grande impresa attorno al mondo senza aerei.

I woke up at six in the morning to catch the first bus to Colombo. I waited on the side of the road in the tranquil village of Hikkaduwa with my backpack on my shoulders, while the sun was slowly rising and children wearing a white school uniform were going to school. Fifteen minutes later I saw the bus coming from a distance, frantically honking while making its way. I got on and couldn’t find an empty seat, so I dumped my backpack above the engine next to the driver, and got ready for a one-and-a-half hour drive where I had to stand among the many locals that packed the bus.

I arrived in Colombo and, after a short look around, I easily found a cheap place to stay at in an old, dilapidated and dirty colonial building in the city centre, close to the port. After having experienced the big Indian cities, all this seemed luxurious indeed. I only spent four days on the southern coast of Sri Lanka and despite the fascination of the beaches with golden sand, the turquoise water, the coral reef and the presence of pleasant and wild animals such as monkeys, fruit bats, land monitors, crocodiles and giant turtles, I was restless because I didn’t have the certainty that I would find maritime transportation heading East (towards Thailand, Malaysia or Singapore). In such circumstances I prefer doing something immediately in order to solve the issue. Therefore I decided to start looking for a solution right away, even though I had ten days left on my visa.

Back in December I contacted an English merchant ship company that sold me a ticket for Singapore. I collected and sent them all the required papers (travel insurance, medical certificate, train ticket for leaving Singapore) and everything seemed sorted out. At the end of January I heard the first bad news: the ship had been cancelled.

A few days later, the same company offered another solution, this time for Malaysia, for the end of February. That was even better for me so I enthusiastically filled in all the papers again. When I got to Sri Lanka I found out that the journey had been delayed by four days, meaning the beginning of March. I contacted another company, a German one, but they told me it was too late to book anything in February. I therefore accepted the delay, but I had a bad feeling about this that became real in mid-February, after receiving the umpteenth negative email, this time saying that the cargo ship would skip Colombo and that the ticket would be cancelled and I would immediately be refunded.

At this point, I gave up trying to travel by these types of ships and decided to look for any kind of eastbound maritime transportation in Colombo, that is willing to let me on board in exchange for work. If on one hand Sri Lanka and India are very close to each other, on the other hand the eastern lands are much further away from Sri Lanka and this makes everything much more complicated, even though the Sinhalese capital has a very busy port as it’s an important waypoint and stopover in the Arabian Sea.

This afternoon I will hang around the port and tell about my situation to all the people I meet, I will go to the sailors’ bars, I will try to attract as much attention as I can hoping that some kindly soul will help me in achieving this big venture around the world without planes.

martedì 14 febbraio 2012

13/02/2012 Pellegrinaggio sulla montagna sacra / Pilgrimage to the holy mountain


Niente da fare, non riesco a dormire. La consapevolezza e l’entusiasmo per il fatto che devo svegliarmi alle  02:00 del mattino, per iniziare il percorso di 7 km in 5.200 scalini per raggiungere l’Adam’s Peak ( Sri Pada ), non mi permette di chiudere occhio. Questa vetta è la quarta più alta (2.300 m) di tutto lo Sri Lanka ma soprattutto è la montagna sacra per i buddisti, e non solo, meta di pellegrinaggi da oltre 1.000 anni infatti nella parte più alta domina la scena un piccolo tempio. Richiama l’interesse della comunità internazionale non solo per la sua spiritualità ma anche per i panorami straordinari che si creano dall’alba e si estendono soprattutto a est verso le Hill Country e ad ovest verso Colombo e il mare.

Ritrovo con una ragazza francese conosciuta sull’autobus ieri e all’inizio del tragitto si aggiungono altre due ragazze francesi e una signora scozzese. La notte è fresca così partiamo attrezzati con vestiti pesanti soprattutto per l’attesa dell’alba una volta terminati gli scalini. Seguiamo il percorso illuminato per la moltitudine di fedeli che accorrono in questi mesi di pellegrinaggio ( dicembre – maggio ) attraversando profumate piantagioni di thè e vari chioschi che vendono cibo o bevande. La strada è affollata di singalesi e ai tanti sorrisi e saluti, che ricevo, rispondo pronunciando “Ayubowan” (augurio di lunga vita) tra lo stupore compiaciuto dei simpatici locali – non ho notato nessuno straniero salutare la gente nella loro lingua eppure basta così poco per rendere felici queste persone.

In questo periodo il mio entusiasmo è a livelli da record ed ho raggiunto un apertura mentale e un’ armoniosa integrazione con i popoli che mi ospitano e ogni giorno mi regalano sorrisi autentici e nuove piacevoli conoscenze. Capisco sempre di più quanto è importante il nostro modo di porci nei confronti della gente in generale. Provate un giorno uscire di casa e sorridere a tutti salutandoli, anche se non li conoscete, e il giorno dopo uscire con la faccia seria senza salutare nessuno, noterete il potere della vostra mente.

Nonostante più si sale e aumenta l’aria fresca la fatica della salita crea un alta sudorazione e la pendenza aumenta inesorabilmente per arrivare nei pressi del picco raggiungendo ripide pendenze. In ogni caso nulla di così complicato, alla portata di quasi tutte le età, basta avere un po’ di pazienza. Io sono salito tranquillo e non ho avvertito le 24 ore senza sonno spinto da un energia particolare che poi in cima mi ha rivelato il perché di questa travolgente forza.
Così alle 05.30 ecco il tempio all’improvviso davanti ai miei occhi, osservo il cielo che inizia a schiarirsi e cerco la posizione migliore per godermi l’alba nonostante la notevole massa di pellegrini. Quell’energia che sentivo dalla notte nel letto insonne aumenta più si avvicina il sorgere del sole e ad un certo punto mi rendo conto di essere in totale estasi e mi arrampico su un tetto affianco al tempio raggiungendo il punto più alto sopra la folla con a distanza un metro uno strapiombo di almeno mille metri verso la valle.

Il panorama è da brividi e in quel momento sono diventato consapevole di aver pure io percorso un vero e proprio pellegrinaggio per poter salutare dalla posizione migliore il mio unico e immenso Dio, il Sole. Questa incantevole palla di fuoco mi ha ridato la fede, la sua energia è talmente intensa che è impossibile non avvertirla. Il Sole ha creato la vita sulla Terra e sicuramente in altri pianeti attorno, se si spegne moriamo tutti in poco tempo. L’uomo, gli animali e la natura sono manifestazioni della potenza dell’energia solare. Questa è una religione cosmica che nasce dal profondo della coscienza umana libera e spontanea, non si tratta di un imposizione sociale. Con tutto il rispetto per le altre religioni, il Sole ha un energia che non puo' essere governata da nessun altro essere immaginario, è di fronte ai nostri occhi ed è lui che regola tutte le energie della nostra galassia. Ho deciso che cercherò di vivere la mia vita a contatto con Dio evitando il più possibile gli inverni grigi e cupi perché sento quanto la sua vicinanza mi trasmetta maggiore benessere. Provo un infinita gratitudine per il meraviglioso pianeta che ha creato, la mia missione è amarlo e rispettarlo perché è parte di me, della stessa energia solare.

I couldn’t sleep, no matter what. Knowing I had to wake at 2.00 am and enthusiastic about starting the seven km trail of 5200 steps leading to Adam’s Peak (Sri Pada), meant I didn’t sleep a wink. The fourth highest peak (2300 metres) in Sri Lanka, but more importantly a holy mountain for Buddhists, Hindus, Muslims and Christians, Adam’s Peak, with its temple on the summit, has been a pilgrimage site for over a thousand years. It appeals to the international community not only because of its spirituality, but also because of the extraordinary views at dawn that extend from the east towards the Hill country, and to the West towards Colombo and the sea.

I met a French girl I got acquainted with on the bus the day before and then another two French girls and a Scottish lady joined us. The night was cool so we left wearing warm clothing for the pre-dawn wait once at the top of the steps. We followed the trail that was lit for the many faithful that arrive in these months of pilgrimage (December to May), walking through fragrant tea plantations and passing various stalls selling food and drinks. The path was packed with friendly smiling Sinhalese, many of whom greeted us. My reply was “Ayubowan” (wishing them long life), which surprised and gratified them - I had not noticed any foreigner greeting the locals in their language, yet it only takes a little to make them happy. 


Lately my enthusiasm had been sky-high and I had reached an open-mindedness and harmonious integration with the people of the countries I was visiting, people who gave me true smiles and pleasant new encounters every day. I understand more and more the importanc of the way we relate to others. Try going out one day and saying hello and smiling at everyone, even to people you don’t know, then the next day go out with a stern expression without saying hello to anybody and you will notice the power of your mind. 

Although the air became cooler as we got higher, the fatigue of the climb caused a lot of sweating while the steepness increased as the summit got closer. Nothing complicated, something that people of nearly any age can undertake, as long as they are patient. I went up with no problems nor was I affected by 24 hours without sleep, as I was driven by a particular energy that revealed the reason for this overwhelming force when I reached the summit.
So at 5.30 am the temple was suddenly there before me, I saw the sky was starting to become lighter and searched for the best spot for the best views of the dawn, in spite of the crowd of pilgrims. The energy that I felt in my bed the previous sleepless night grew as sunrise got closer and at a certain point I realised that I was completely ecstatic, and climbed above the crowd onto a roof next to the temple, with a clear thousand-metre drop towards the valley below only a metre away from me. 

The view was breathtaking and at that moment I became aware that I, too, had undertaken a true pilgrimage to be able to hail from the best possible spot my only and huge God, the sun. This enchanting ball of fire gave me faith again, its energy so intense that it was impossible not to feel it. The sun made life possible on our planet and surely on others, too; if it dies we will die soon after. Man, animals and nature are manifestations of the power of solar energy. This is a cosmic religion that originates from deep inside the free and spontaneous human conscience, it is not a social imposition. With all due respect to other religions, the sun has an energy that can be controlled by no other imaginary being, it’s there before us and it regulates all the energies of our galaxy. I have decided to try and to live my life in contact with God, avoiding as much as possible the grey and gloomy winters, because I feel how much his presence transmits greater well-being. I feel infinitely grateful for the amazing planet he created, my mission is to love and respect it because it’s part of me, part of the same solar energy.

                           
                                                                             

domenica 5 febbraio 2012

05/02/2012 Sbarco in Sri Lanka e rotta verso Kandy / Landing in Sri Lanka and off to Kandy



 Nella notte sono sbarcato a Colombo, capitale dello Sri Lanka. E’ stato più difficile del previsto raggiungere la  terza nazione senza aerei. Assicurato da alcune letture di viaggio, da cui venni a conoscenza del collegamento marittimo tra Chennai (India) e la Malesia o Singapore, il 9 novembre sono entrato in India convinto che avrei raggiunto direttamente le terre orientali non potendo entrare via terra in Birmania per via del regime militare. In seguito ad alcune ricerche sono riuscito a contattare delle compagnie di mercantili che offrono il servizio di trasporto per pochi passeggeri. Tutte hanno dato risposta negativa alla mia richiesta sottolineando il divieto di imbarcarsi o di sbarcare nei porti indiani – prima sorpresa !

Forte della mia determinazione mi metto alla ricerca di un altro mezzo marittimo. Non impiego molto tempo ed ecco davanti ai miei occhi come acqua nel deserto la dolce notizia che, dopo 30 anni senza alcun servizio del genere per via della guerra civile in Sri Lanka, un nuovissimo e lussuosissimo traghetto, chiamato Scotia Prince, collega l’India da  Tuticorin (Tamil Nadu) a Colombo due volte alla settimana da pochi mesi - l’entusiasmo torna al massimo, è fatta !

Nei primi giorni di Dicembre decido di iniziare a mettermi in contatto con i funzionari della Scotia Prince per avere alcune informazioni riguardo ai documenti burocratici richiesti per la partenza. Mentre navigo su internet cercando i contatti osservo una fresca informazione aggiunta recentemente intitolata: Scotia Prince confiscata perché illegale –  ennesima delusione ! Non si comprendono chiaramente le motivazioni siccome la autorità di entrambi i paesi ne forniscono di differenti.

Non demordo a decido di informarmi piano piano mentre scendo verso sud avvicinandomi allo Sri Lanka e  chiedendo a tutte le agenzie viaggi se sono a conoscenza di qualche mezzo che fa al caso mio. Purtroppo il tempo passa e la soluzione non arriva. Ogni indiano mi dà informazioni diverse, non mi rimane che raggiungere i porti meridionali e informarmi direttamente.

In Kerala, durante l’ultima settimana di visa, raggiungo la capitale seguendo dei suggerimenti su internet. Dopo l’ennesimo stremante viaggio su un pullman pubblico rovente scopro che il porto è solo abitato da pescatori e non presenta mezzi adatti a me. Mi informo agli uffici del turismo del Kerala e del Tamil Nadu, le due regioni meridionali dell’India. Il funzionario dell’ufficio del Tamil Nadu in modo del tutto vago mi avverte che forse c’è un collegamento Chennai – Colombo e mi indica un numero di telefono da chiamare. Chiamo ma la risposta alla mia domanda è nuovamente negativa. Così decido di giocare l’ultima carta…….................…….in esclusiva sul libro ! 

Dopo una notte insonne in una stanza estremamente umida e con le minime di Colombo che si aggirano sui 25 gradi, son salito sul primo pullman che mi trasportasse dalla zona periferica in cui ho alloggiato diretto alla stazione ferroviaria di Fort al centro della moderna capitale. Ho subito notato grandi differenze con l’India dalla gestione rifiuti alla cura e l’ordine delle strade. Osservando Colombo, lo Sri Lanka sembra un paese benestante, il lungomare che si estende fino al centro è un insieme di attività commerciali da ristoranti, a grandi supermercati, a negozi e banche. Ma la vera ricchezza si nota nella zona di Fort dove dominano la scena lussuosissimi palazzi e alberghi circondati da monumenti dell’eredità coloniale.

Raggiungo la stazione, ma prima di acquistare il biglietto in direzione Kandy, decido di comprare una sim singalese. Mi riempio lo stomaco con una buona colazione a base di egg roll e vegetable rooti speziati al punto giusto ( involtini con uova e verdure). Intraprendo una piacevole conversazione con due monaci diretti anche loro a Kandy, la città sacra della nazione prevalentemente buddista. Famosa per essere stata l’unica roccaforte dell’isola a resistere per secoli all’invasione coloniale di portoghesi e olandesi. Solo gli inglesi riuscirono nel XIX secolo a conquistarla unificando il paese per la prima volta sotto il loro dominio. Kandy rappresenta un luogo di pellegrinaggio per molti monaci per via della reliquia sacra del dente di Buddha conservata nel tempio che nel 1998 fu attentato dal LTTE ( Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam). Qua si trovano i due ordini monastici più importanti dello Sri Lanka situati nei loro rispettivi monasteri.

Salgo sul treno e dieci minuti prima della partenza un sesto senso suggerisce di controllare il passaporto che sorprendentemente non c’è più – panico ! Credo che una delle situazioni peggiori per un viaggiatore sia perdere il passaporto, ecco questa è la mia unica preoccupazione ancora più di malattie o aggressioni. Come un fulmine scendo dal treno e corro come un centometrista, senza sentire i dieci chili dello zaino, nel bar della stazione senza trovare nulla. Mi ricordo di averlo utilizzato per l’acquisto della sim e come un falco raggiungo il negozio, appena entrato noto il negoziante che mi aspettava con il caro e amato passaporto in mano, l’ho abbracciato calorosamente come se mi avesse salvato la vita. Non c’è tempo per esultare, il treno è in partenza. Così mi avventuro in un ennesima e stremante corsa sudato dai 34 gradi di Colombo saltando pure il controllo biglietti appena sento il treno in movimento. Riesco a prenderlo aggrappandomi al volo ad una maniglia, trovando posto nella classe più economica in mezzo ai singalesi, mi rilasso subito godendomi l'assenza di turisti e una sensazione sempre più piacevole nel viaggio. Avete presente quella sensazione di sollievo che si prova quando si trova l'hotel e si lascia lo zaino? Io ora provo la stessa cosa appena salgo su un mezzo di trasporto. Nelle ultime notti  in India ho dormito su un pullman e su una barca, dopo alcuni mesi di continui movimenti inizio a sentire i mezzi come la mia nuova casa.

Arrivato a Kandy mi rendo conto che i prezzi per gli alloggi non sono come in India, così mi perdo per ore alla ricerca della soluzione più economica. Dopo vari tentativi andati male, raggiungo un ex tempio luogo di peregrinazione di monaci che offrono letti in stanze spartane e comuni. Il cortile è fatiscente, ma i monaci sono tranquilli e gentili così per 2 euro a notte mi sistemo provvisoriamente da loro. Per restare in tema nel pomeriggio ho visitate un centro di meditazione che offre lezioni gratuite in cui al massimo si richiede un’offerta libera, domani inizio le lezioni e se le trovo interessanti mi fermo alcuni giorni a Kandy.



My ship docked at night in Colombo, capital of Sri Lanka. It was harder than expected to reach this third country without taking a plane. Back on 9th November, I entered India after having read some reassuring information about the existence of a naval connection between Chennai (India) and Malaysia or Singapore and knowing that I could not go overland further east through Myanmar because of the military regime there. After further research, I got in contact with some tradeship companies offering their services to limited numbers of tourists. All of them told me it was not possible to get on or off these ships in any Indian port - that was the first surprise! 

Determined, I started searching for another means of transport by sea. It wasn’t long before I came across some excellent news: after thirty years without maritime services between India and Sri Lanka because of the civil war on the island, a twice-weekly connection on a luxurious new ferry, the Scotia Prince, had started operating a few months before between Tuticorin, in Tamil Nadu, and Colombo. My enthusiasm was sky-high, things seemed sorted! 

Early in December I decided to start contacting Scotia Prince staff for information on the forms necessary for departure. While surfing the net looking for contacts, I came across the fresh news that the Scotia Prince was illegal and been impounded – what a let down! The reasons for this were not clear as the authorities of the two countries gave different versions. 

But I didn’t give up. I decided to learn as much as possible while moving slowly south towards Sri Lanka by asking all the travel agencies if they knew of any means of transport that could suit me. Unfortunately, time passed by and no solution was found, every Indian giving me different information. All I could do was reach the southern ports and try for information there. 

In Kerala, in the last week before my visa ran out, I reached the capital following suggestions found on the net. After the umpteenth exhausting journey on a very hot public bus I discovered that the port was inhabited only by fishermen and there were no suitable ships for me. I next went to the tourism offices of the two regions of southern India, Kerala and Tamil Nadu. The employee in the Tamil Nadu office said vaguely that there might be a Chennai-Colombo connection and gave me a phone number to call. I did - but got only another negative answer. At that point, I decided to play my last card, which was to... you’ll find out in my book! 

After a sleepless night in a very humid room with the lowest temperatures in Colombo around 25°C, I took the first bus from the outskirts where I had stayed for the night to Fort railway station, in the centre of the modern capital. I immediately noticed big differences with India as far as rubbish management and street cleaning goes. Looking at Colombo, Sri Lanka appears a well-off country, the promenade extending to the city center has many commercial activities, from restaurants and large supermarkets to shops and banks. But the real wealth can be seen in Fort, where luxury buildings and hotels are surrounded by monuments from the colonial days. 

I reached the railway station, bought a ticket for Kandy and a Sri Lankan sim card, then had a large breakfast of egg rolls and nicely spiced vegetable rottis (spring rolls of egg and vegetables). I talked to two monks on their way to Kandy, the holy city of this mainly Buddhist country. Kandy is famous as the only stronghold to resist the Portuguese and Dutch colonial invasion for centuries, until the British managed to conquer it in the 19th century and unify the country under their dominion. Kandy is a pilgrimage destination for many monks because of the sacred relic of the tooth of Buddha contained in the Temple of the Tooth, which was attacked in 1998 by LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam) terrorists. The monasteries of the two most important monastic orders of Sri Lanka are in Kandy. 

I boarded the train. Ten minutes before departure a sixth sense suggested I checked my passport but I couldn’t find it and I panicked! I think that one of the worst things that can happen to any traveller is to lose his or her passport; this was something that worried me more than illness or assault. I jumped off the train and raced towards the station bar, without feeling the ten kilos of my backpack on my shoulders, but I couldn’t find my passport there. Suddenly I remembered taking it out in the shop that sold me the sim card, so I rushed there to find the shopkeeper waiting for me with my beloved passport. I gave him an energetic hug as if he had saved my life. But there was no time to celebrate - the train was about to leave! Back I dashed, exhausted and sweating in the 34° of Colombo and, hearing the train start off, ignored the ticket check and only just managed to grab a handle and pull myself up into a third-class carriage to finally relax. I was among Sri Lankans, no tourists in sight and, as the minutes passed, enjoyed the trip more and more. Do you know the feeling of relief when you find a hotel and drop your backpack? I now felt the same as soon as I got on a means of transport. In my last nights in India I slept on a bus and a boat and after a few months of continuous movement was starting to see these means of transport as my new home.

Once in Kandy, I realised that room prices were not the same as in India and searched for hours for the cheapest accommodation. After several unfruitful enquiries at guesthouses, I came to an ex-temple where monks offered clean basic rooms. The courtyard was in a dilapidated state but the monks were calm and kind, and for the equivalent of €2 I took a room. In the afternoon I visited a meditation centre offering free lessons (donations welcome, however) and decided to start the next day, so if the experience turned out interesting I would be spending a few days in Kandy.

sabato 4 febbraio 2012

Pagellino temporaneo India / Temporary report India


Seconda puntata con il pagellino temporaneo sulle nazioni che ho visitato. Per chi non lo conoscesse ancora nasce dall’idea di giudicare l’esperienza di viaggio in ogni paese che incontrerò lungo il cammino. Riguarda solo la mia esperienza personale quindi ognuno può avere dei giudizi diversi dai miei . In questo caso è temporaneo perché quando realizzerò il libro potrà essere modificato sulla base dell’esperienza in più che avrò accumulato strada facendo. Darò un voto a quattro punti che interessano principalmente la popolazione locale: viaggiare con i trasporti pubblici assieme ai locali comprendendo anche la situazione delle strade, sulla cucina locale (varietà e qualità), sull’ospitalità da parte della gente con gli stranieri e infine sul costo della vita per uno straniero cercando di vivere comunque economicamente.

-          Trasporti pubblici                               :   6,5
-          Cucina locale                                      :   8
-          Ospitalità della gente                          :   8
-          Costo della vita per uno straniero        :   9

-          Media India                                        :   7,875


Second instalment with my temporary report on the countries I visit. As I already blogged, I have decided to rate - give a mark for - my travel experiences in every country I visit. It will be based on personal experience, so feel free to disagree. The ratings below are temporary and may well be changed in the light of later experiences. I give a rating out of ten to four areas which mainly concern the local people: travelling with them on public transport, taking into account the road conditions; the local food (variety and quality); their friendliness and hospitality towards foreigners; the cost of living for a foreigner on a budget.

- Public transport:                     6,5
- Local food:                              8 
- Friendliness and hospitality:   8 
- Cost of living for a foreigner:  9

- Average for India:                 7,875